Sampdoria, Giampaolo: "Gara insidiosa, non mi fido"
Marco Giampaolo lo dice subito: "Del Pescara di Zeman non mi fido. Dopo aver visto il boom dell'esordio contro il Genoa del boemo", il tecnico di Giulianova mette in guardia la Samp. Potrebbe essere proprio la squadra blucerchiata dell'allenatore abruzzese a dare la condanna del ritorno in B ai biancazzurri: "Il Pescara è il Pescara per un abruzzese. La salvezza, però, per la squadra di Zeman non è una cosa semplice. Per restare in serie A dovrebbe marciare al ritmo della Juventus o quasi. Glielo auguro, ma a partire dalla prossima partita, non quella contro di noi".
Giampaolo felice di trovarsi di fronte ancora una volta il boemo: "Il fatto che alleni ancora in serie A significa che ha resistito a tutte le evoluzioni del calcio dice l'ex biancazzurro, prima osservatore e poi collaboratore di Delio Rossi e Galeone . E' una grande nota di merito. Ha prodotto una scossa di cui la piazza ha tratto beneficio in termini di entusiasmo e fiducia. Si sa come giocano le squadre di Zeman, so che partita attendermi. Non mi fido del Pescara: sarà una squadra che giocherà all'attacco, la mentalità è quella, senza tatticismi".
A Pescara sperano in molti che la Samp sia già con la testa in vacanza, avendo 35 punti e nessun obiettivo da raggiungere in queste ultime dodici giornate. Giampaolo non la pensa così: "Noi dobbiamo giocarci le partite in modo che il nostro campionato da buono diventi ottimo. Al primo posto c'è la maglia che indossiamo e la storia di questo club. E comunque questa squadra non ha manifestato alcun tipo di avvisaglia di mancanza di stimoli. Sarebbe offensivo nel lavoro della squadra stessa. Alcuni diffidati in casa Samp, questo inciderà nelle scelte? Non credo ai calcoli. Sono molto fatalista in questo. E la partita che conta è il Pescara. Bisogna pensare una partita alla volta e pensare a domenica prossima".
Rilancio per l'ex Torreira: "Ha giocato quasi sempre. Luca non ha la stessa condizione e non può avere la continuità di Lucas. A Palermo il problema non è stato Cigarini ma tutta la squadra".
Sulle mille panchine di Zeman, chiude così: "Mamma mia! Io per arrivarci dovrò allenare fino a 80 anni Complimenti a lui. Un personaggio unico. Che riesce sempre a dare la sua impronta di gioco".


