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Pescara, il cuore non bastaTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 18 aprile 2018, 19:30News
di Redazione TuttoPescaraCalcio
per Tuttopescaracalcio.com
fonte Messaggero

Pescara, il cuore non basta

La beffa più amara nella serata più bella. Il Pescara perde nel finale (3-1) sul campo della Pro Vercelli al termine di una gara bella, coraggiosa e lucida, giocata con un uomo in meno per 80 minuti. E' crollata all'ultima curva, stremata, la squadra di Pillon che però ha confermato di essere in chiarissima ripresa. Per fortuna i risultati dagli altri campi, con le concomitanti sconfitte di Cesena ed Entella, permettono a Brugman e soci di tenere ancora la testa fuori dalla zona playout con un punto di vantaggio.
E' stata una gara bella, tesa, appassionante, che la Pro Vercelli sembrava destinata a stravincere grazie a un inizio al fulmicotone. Grassadonia cambia sistema di gioco e si presenta con un 4-3-3 ma soprattutto approccia la gara con una cattiveria e una reattività che per una ventina di minuti il Pescara non è in grado di contrastare. Merito soprattutto della regia sapiente di Vives, sul quale gli abruzzesi scalano sempre in ritardo, e dell'estro del tridente leggero, che non offre punto di riferimento. Brilla soprattutto il giovane napoletano Bifulco, che sulla destra fa a fette Crescenzi prendendolo d'infilata, costringendolo a due cartellini gialli dopo appena 11'. Lo stesso Bifulco mette a sedere il nuovo entrato Balzano conquistandosi un sacrosanto rigore che Vives trasforma.
Subito in svantaggio e con un uomo in meno, il Pescara sembra sull'orlo del naufragio, e invece no. Succede che la squadra di Pillon prende piano piano possesso del campo. Si risistemano i biancazzurri, con Pettinari unica, generosissima punta a pressare tutti. Falco resta sull'out destro ma dà una mano in contenimento e poi viene ad agire quasi da seconda, supportato da un Machin che, da mezz'ala destra, dimostra finalmente di essere un giocatore a tutto campo, sfoderando anche temperamento oltre alle doti tecniche. Il resto lo fa Valzania sdoppiandosi in un logorante lavoro da mezzala ed esterno sinistro, mentre Mazzotta resta stabilmente sulla linea dei terzini. Gioca bene il Pescara, tenendo botta su ritmi altissimi e conquistando meritatamente il pari con un tap in di Machin su tiro di Falco rimpallato.
Nella ripresa passano i minuti e la squadra di Pillon continua a stupire, per la lucidità con la quale viene fuori in palleggio sul pressing disordinato ma continuo della Pro, andando sempre a cercare il gol, senza mai accontentarsi. Le situazioni pericolose arrivano su entrambi i fronti, ma gli abruzzesi sembrano in perfetto controllo. L'inferiorità numerica non si nota, ma è un nemico subdolo che lavora sotto traccia, e inevitabilmente finisce per minare le riserve fisiche. Così, quando Grassadonia si gioca il jolly Raicevic in attacco abbandonando il tridente e andando a riempire meglio l'area, basta un errore per mandare all'aria il piccolo-grande capolavoro che stava nascendo. Il bosniaco segna e poi chiude la gara nel recupero. Peccato, ma se esiste una sconfitta che può dare forza e consapevolezza, è questa. A patto che si rifletta sul pessimo avvio di gara che ha indirizzato negativamente la serata.