Sansovini: "Promozione in A ricordo indelebile. Nel cuore porto 3 gol e un unico rimpianto..."
Marco Sansovini, da qualche giorno approdato al Modena dopo 6 stagioni in biancazzurro, ha ripercorso i momenti più esaltanti della sua carriera al Pescara. in una lunga intervista rilasciata al collega Luigi Di Marzio de Il Centro: "La promozione in serie A e il fiume di gente che si è riversato per le strade per festeggiare la vittoria del campionato è sicuramente il momento più bello della mia esperienza a Pescara. Ricordo bene le 100mila persone che erano lungo le strade a fare festa. Un ricordo indelebile. Non dimentico però, anche Pescara-Sambenedettese nel 2007, vincemmo 4-1, e l’Adriatico era una bomba di tifo e colori. In quell’occasione capii davvero i tifosi pescaresi. Tifoseria calda e appassionata".
Ha un rimpianto?
"Non aver giocato in serie A. Dopo la promozione con Zeman andai allo Spezia, perché avevo capito che non avrei fatto parte del progetto di Stroppa. Sbagliai ad andare via, perché in quella squadra potevo ancora starci e forse avrei segnato anche qualche gol nella massima serie".
Terzo marcatore della storia del Pescara con 54 reti. Il gol più bello?
"Sono tre: quello al Catania nel febbraio 2015, contro il Varese, all’andata, nell’anno di Zeman e il gol del pareggio (1-1) al Frosinone nell’aprile 2011".
L’allenatore che le ha dato di più?
"Eusebio Di Francesco. È un allenatore che ti entra nella testa: completo e con grande personalità. Tuttavia non dimentico Zeman, maestro di calcio che mi ha cambiato ruolo allungandomi la carriera".
Il giocatore più forte con cui ha giocato?
"Troppo facile, Marco Verratti. Era un fenomeno già a 15 anni. È uno dei più forti nel suo ruolo".
Che campionato disputerà il Pescara di Pillon?
"Ha un centrocampo di grande qualità. Può entrare tra le prime sette del campionato, ma deve avere una mentalità umile e pensare inizialmente alla salvezza, tutto quello che arriverà sarà di guadagnato. Solo con questo atteggiamento può arrivare lontano".


