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Messaggero - Pescara abituato agli alti e bassiTUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
sabato 28 dicembre 2019, 17:00News
di Redazione TuttoPescaraCalcio
per Tuttopescaracalcio.com
fonte Messaggero

Messaggero - Pescara abituato agli alti e bassi

Dalla caduta libera al rientro in zona playoff, il passo è stato breve. Sono bastati i novanta minuti di Livorno e una vittoria fin troppo facile, a riportare il Pescara in linea di galleggiamento. Alti e bassi ai quali bisognerà abituarsi. Un po’ perché la squadra di Zauri quest’anno ha avuto spesso risultati e prestazioni altalenanti. E un po’ perché mai come in questa stagione, il campionato sembra equilibrato e indecifrabile, e alle spalle della corazzata Benevento, non c’è una squadra che possa essere definita una vera, autorevole candidata alla promozione diretta. Ovviamente non è che una partita risolva d’incanto tutti i problemi, ma in questo caso bisogna partire dal risultato, che era importantissimo per fermare l’emorragia e che è stato centrato senza un minimo di sofferenza. Il Pescara ha dato una buona risposta sul piano mentale. A parte l’erroraccio iniziale di Drudi, è sempre stato padrone della partita, ha giocato bene nel primo tempo e nella ripresa, pur abbassando sensibilmente il ritmo, non ha rischiato nulla sfiorando il gol in almeno un paio di occasioni. Sul piano della manovra, ha giovato sicuramente la crescita di Palmiero (in foto) che comincia a ritrovare un minimo di condizione dopo il lungo infortunio. Con lui è tornato in funzione il perno che fa girare tutto il meccanismo offensivo. La palla nel primo tempo si è mossa rapidamente alla ricerca degli spazi anche se restano sempre troppe le imprecisioni in fase di rifinitura. E resta pure lo scarso coinvolgimento in fase realizzativa dell’unica vera punta. Ma la squadra ha un’idea di gioco, ha concetti abbastanza chiari. Che non sempre funzionano. Ma questo è un altro discorso. In questo momento la vera necessità (in attesa del mercato) è quella di trovare le variazioni sul tema da applicare quando, per un motivo o per l’altro, lo spartito iniziale non è sufficiente. A Livorno si è avuta l’ennesima puntuale conferma che la squadra dà ilmeglio di sè quando ha davanti avversari che concedono spazi. Un problema che hanno tutti, ma che il Pescara soffre particolarmente proprio perché é una squadra che, per caratteristiche tecniche, è condannata a giocar bene, fraseggiando. Ora che il peggio sembra passato, il Chievo dirà se davvero il Delfino ha ritrovato la via giusta.