Cosenza-Pescara, una partita finta
Una partita finta. Si può racchiudere rapidamente con questo aggettivo il match di Cosenza. Il Pescara prende due gol in otto minuti nel giorno in cui avrebbe dovuto schiumare sangue fino al novantesimo per dare un ultimo segnale di vita, coraggio e dignità. E si arrende al proprio destino, concedendo ai calabresi anche la soddisfazione di chiudere la partita prima dell'intervallo, al 30', umiliando così una città intera e la storia del calcio pescarese. Grassadonia è il meno colpevole dello sfacelo, ma ci mette sempre del suo anche lui. Da tempo. Segno che forse non era Breda, suo predecessore, il problema.
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