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Colavitto: "Bari, Marino e Rastelli basi importanti. FVS? Si può migliorare"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 11:49Serie C
di Luca Bargellini

Colavitto: "Bari, Marino e Rastelli basi importanti. FVS? Si può migliorare"

Gianluca Colavitto analizza il nuovo corso del Bari con Marino, Rastelli e Minadeo, le difficoltà del Girone C e gli equilibri della prossima stagione. Colavitto si sofferma anche sull'evoluzione tecnologica del calcio e sull'u
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La nuova stagione di Serie C è ormai alle porte e le grandi piazze stanno iniziando a definire strategie e obiettivi. Tra queste c'è sicuramente il Bari, chiamato a ripartire dopo una stagione complicata e un rapporto sempre più difficile tra la proprietà De Laurentiis e la tifoseria. Per analizzare il momento dei biancorossi, le prospettive del Girone C e gli scenari del prossimo campionato, la redazione della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com ha intervistato Gianluca Colavitto, tecnico esperto della categoria. L'allenatore ha parlato del nuovo corso del Bari affidato a Pierpaolo Marino, Massimo Rastelli e Antonio Minadeo, della competitività della Serie C e delle possibili evoluzioni legate alla tecnologia arbitrale. Mister Colavitto, partiamo dal Bari. Ieri è stato presentato il nuovo assetto tecnico con Pierpaolo Marino direttore generale, Massimo Rastelli allenatore e a breve Antonio Minadeo direttore sportivo. Tre uomini di calcio importanti per provare a rilanciare una piazza che però vive una frattura evidente con la famiglia De Laurentiis. Queste figure possono aiutare a ricucire il rapporto con la città? "Sono tre persone che stanno nel mondo del calcio da una vita. Sicuramente non sono io quello che può dare consigli al direttore Marino su come gestire una situazione del genere, però posso dire che con la società c'è un certo raffreddamento da parte della piazza. Se però si pongono le basi con persone competenti e che conoscono il mondo del calcio, con l'aiuto dei risultati la gente poi dimentica presto. Alla fine saranno proprio i risultati a determinare l'annata. Questo è il nostro mondo: il fattore risultato ha un'importanza enorme. Se i risultati non arriveranno, questa situazione di astio nei confronti della società aumenterà sempre di più. È successo anche a Pescara con Baldini e il presidente Sebastiani, contestato per anni dalla tifoseria, ma poi con le componenti tecniche giuste e un'impresa sportiva certe situazioni possono cambiare. Bari è una piazza importante, la Serie C non è la sua categoria. Non è semplice vincere i campionati, il calcio non è un'azienda normale, è un mondo particolare. Però con persone come Rastelli, Minadeo e Marino penso si stiano ponendo basi serie". Il Bari dovrà affrontare un Girone C estremamente competitivo, con squadre come Salernitana, Catania, Cosenza, Crotone, Casertana e Foggia. Quanto aumenta la difficoltà per una società che deve adattarsi alla Serie C? "La competitività sicuramente c'è. Ci sono realtà come Cerignola e altre squadre che negli anni hanno dimostrato di lavorare bene e in maniera sostenibile. Al di là del fatto che magari Marino e Rastelli sono stati lontani dalla Serie C, restano comunque persone che conoscono il calcio. Poi chi andrà a giocare contro il Bari avrà motivazioni doppie, perché affrontare una squadra con quella storia e quello stadio rappresenterà uno stimolo ulteriore. Rastelli mi sembra molto motivato perché è da un po' che non torna in panchina. In una piazza come Bari può trovare grandi motivazioni. Con l'esperienza di Marino e la conoscenza della categoria di Minadeo penso possano costruire qualcosa di importante. Poi sarà il campo a dire chi avrà lavorato meglio". Restando nel Girone C, Crotone e Cosenza sono ancora senza allenatore ufficiale. Quanto può incidere partire in ritardo nella programmazione estiva? "È sicuramente un grosso handicap. Però la storia del calcio ci insegna anche che a volte le stagioni che sembrano partire male poi diventano quelle più belle. Può capitare di trovare persone giuste all'ultimo momento, allenatori e staff capaci di ricostruire e calciatori motivati che riescono a sopperire ai ritardi. Certamente non è una situazione ideale, soprattutto in un campionato oneroso come la Serie C. Ci sono stati negli ultimi anni problemi legati alle penalizzazioni e alla gestione economica dei club. La Lega sta cercando di intervenire, ma c'è ancora tanto lavoro da fare. Bisogna essere bravi a trovare le persone giuste: una stagione nata con difficoltà può anche trasformarsi in una sorpresa". Guardando agli altri gironi, il Girone B sembra particolarmente competitivo con Spezia, Reggiana e Pescara retrocesse dalla Serie B. Il Girone A invece potrebbe rappresentare una grande occasione per l'Union Brescia. Come vede gli equilibri della prossima Serie C? "Secondo me il Girone B è il più affascinante perché mette insieme storia, piazze importanti e situazioni di campo interessanti. La Lega Pro è un campionato vincente, nonostante tutte le difficoltà del sistema. Ci sono tanti aspetti da migliorare, ma credo sia un torneo bello e competitivo. Nel Girone A il Brescia sicuramente ha una grande opportunità, ma poi bisogna sempre entrare in campo e vincere le partite. È lì che arrivano le vere difficoltà". Chiudiamo con la tecnologia. La prima stagione dell'FVS ha portato innovazione ma anche discussioni. Quale potrebbe essere il prossimo passo per migliorare il sistema? "Secondo me la tecnologia va rapportata alla logistica degli stadi. Ci sono impianti che purtroppo non sono idonei per supportare una tecnologia avanzata. Il VAR in Serie A prevede tante telecamere, in Serie C magari ce ne sono una o due. È una questione anche economica: aumentare il numero delle telecamere significa aumentare i costi. Io sono sempre stato favorevole alla tecnologia. Già vent'anni fa riprendevo gli allenamenti dei ragazzi del settore giovanile, quindi su questo tema sono sempre stato aperto. L'FVS è già uno step importante e può migliorare ancora. Bisogna lavorare sulle strutture, perché con più telecamere si possono avere immagini migliori e decisioni più precise. Tanti episodi difficili da valutare sono legati anche al numero e alla posizione delle telecamere. Piano piano bisogna continuare su questa strada".