Il Pescara ritrova Auteri: in biancazzurro fu un flop
L'anno scorso Auteri salutò l'Adriatico a una giornata dalla fine del campionato e prima dei play-off. Per molti, il suo quinto posto fu un risultato discreto. Ma l'analisi a mente fredda oggi dice chiaramente che la gestione del tecnico siciliano fu un flop clamoroso. Nelle emergenze, Auteri fu bravo a dare spazio ai giovani della Primavera, su tutti Sorrentino, Veroli e Delle Monache, oggi tutti di proprietà di club di categoria superiore (rispettivamente Monza, Cagliari e Samp), ma va anche ricordato che il merito di quegli exploit va condiviso con Gigi Iervese, che nella stagione precedente aveva vinto il campionato Primavera e aveva formato, tecnicamente e mentalmente quei ragazzi, oggi professionisti. Tolta la valorizzazione dei giovani, il Pescara di Auteri è rimasto nella memoria dei tifosi una grande incompiuta, una squadra con interessanti potenzialità, rimasta sempre ai margini dei posti che contano. Sia in regular season che nei play-off, gestiti però da Zauri, che ha raccolto i cocci dal tecnico siciliano. Fragilissima in difesa, indecifrabile dal punto di vista tattico (si è ballati un anno intero tra il famoso 3-4-3 di Auteri e i cambi di sistema), mai compatta, anche a livello di spogliatoio, probabilmente. L'allenatore siciliano ci ha messo del suo anche a livello mediatico: interviste spesso discutibili e incomprensibili, segno di una gestione incerta.


