Pordenone Calcio: la splendida cavalcata di Tesser e dei suoi ragazzi
E’ (stata comunque) una stagione fantastica indipendentemente dalla sconfitta (0-2) di mercoledì scorso nella semifinale di ritorno con il Frosinone al Rocco. Nessuno avrebbe potuto nemmeno lontanamente ipotizzare durante il raduno di luglio 2019 ad Arta Terme che il Pordenone si sarebbe trovato un anno e un mese dopo ancora in corsa per la promozione in serie A.
Allora tutti parlavano di mantenimento della posizione in serie B appena conquistata, per la prima volta nella storia della società neroverde, dopo un esaltante cavalcata in terza serie conclusa con la promozione e la conquista della Supercoppa di serie C. Solo Attilio Tesser si era stranamente lasciato andare a previsioni più ottimistiche.
“Nel lotto delle partecipanti – aveva detto il tecnico alla presentazione della squadra - c’è sicuramente una mezza dozzina di squadre nettamente superiori alle altre. Dietro a queste però potremmo esserci anche noi”.
Parole che suscitarono la perplessità dei critici e al contempo accesero d’entusiasmo il popolo neroverde presente. L’obiettivo dichiarato da Mauro Lovisa non riguardava il cammino della squadra, fermo restando l’obiettivo salvezza, ma le presenze sugli spalti della Dacia Arena di Udine, nuova casa neroverde grazie all’accordo fatto con la famiglia Pozzo dopo l’accertata inadeguatezza del Bottecchia ad ospitare gare di serie B e il gran rifiuto al trasferimento al Tognon di Fontanafredda.
“Il sogno – aveva detto allora re Mauro – è vedere 10 mila persone sugli spalti del Friuli in occasione delle nostre gare interne. L’obiettivo più reale è raddoppiare i tremila dei match clou di serie C”.
Ecco, proprio la questione stadio è stata l’unica macchia di un’annata che (comunque) verrà ricordata come la più esaltante dei cento anni di storia naoniana. Già non è il massimo dover percorrere un centinaio di chilometri per andare a tifare per la propria squadra ogni volta che questa gioca in “casa” a Udine. La situazione è poi ulteriormente peggiorata quando i ramarri hanno ricevuto lo sfratto dalla Dacia Arena e sono stati costretti al trasferimento al Rocco di Trieste obbligando i tifosi che volevano seguirli a sorbirsi 260 chilometri fra andata e ritorno. Poi il lockdown e le partite a porte chiuse hanno rimandato il problema alla prossima stagione.
Tesser e i suoi ragazzi hanno dimostrato subito, sin dal primo impegno alla Dacia Arena con il Frosinone di non essere arrivati in serie B per fare le comparse. Fu per i neroverdi una vittoria esaltante per 3-0 con doppietta e Pobega e centro di Barison. La parte più importante del cammino dei ramarri fu però quella vissuta nelle ultime tappe del girone di andata, dalla tredicesima alla diciannovesima giornata. In sette turni la truppa di Tesser accumulò ben 15 punti in virtù dei successi col Perugia (3-0), con il Crotone (1-0), a Cosenza (2-1), con l’Ascoli (2-1) e con la Cremonese (1-0) inframezzate dalle battute d’arresto di Pisa (0-2) e Salerno (0-4). Percorso importante che permise loro di chiudere il girone di andata al secondo posto alle spalle soltanto del super Benevento di Pippo Inzaghi laureandosi vice-campioni d’inverno. All’ultimo match del 2019, giocato il 29 dicembre, alla Dacia Arena con la Cremonese accorsero settemila tifosi. Tremila in meno dei 10 mila sognati da Mauro Lovisa, ma abbondantemente oltre il doppio dei tre mila dei match clou in serie C.
Passate le feste di fine anno nel migliore dei modi, i ramarri (ai quali si erano uniti durante la finestra di mercato di gennaio Tremolada e Gasbarro) patirono un forte rallentamento alla ripresa dopo la pausa invernale. Nelle prime sei partite del 2020 incassarono solo due punti dai pareggi di Frosinone e con il Livorno in casa, entrambi per 2-2. Indigeste furono le sconfitte alla Dacia Arena con il Pescara (0-2), al Picco con lo Spezia (0-1), a Benevento (1-2) e al Friuli con il Chievo (0-1) che fecero perdere ai neroverdi il secondo posto. Molti si chiesero se la bella favola della matricola naoniana in cadetteria fosse giunta al suo epilogo. Gente che non conosceva la capacità di reazione della truppa agli ordini del komandante Tesser che infilò tre vittorie di fila con avversarie di qualità come l’Empoli (1-0) e il Cittadella (2-0) in trasferta e la Juve Stabia (2-1) al Friuli. Venne consolidata la posizione in zona playoff e si riaprì pure la corsa per il secondo posto che valeva la promozione diretta in serie A.
A complicare la vita dei ramarri, come quelle di tutti gli altri tesserati del calcio europeo, a inizio marzo arrivò il Corona virus che costrinse Governo e Federazione a fermare i campionati e pure a impedire gli allenamenti collettivi. Sono stati tre mesi e mezzo divisi fra allenamenti in “smart-working” ciascuno a casa propria seguendo le indicazioni dello staff tecnico e dei preparatori atletici e (dal primo giorno di giugno) di allenamenti di nuovo al De Marchi divisi in gruppetti e con l’obbligo di sottoporsi ai tamponi e ai test sierologici per verificare l’assenza di contagi nel gruppo squadra. I test fortunatamente diedero tutti esito negativo. Non fu risparmiato invece Mauro Lovisa che però, grazie al suo spirito battagliero, dopo un periodo di isolamento, sconfisse anche il maledetto Covid 19.
Durante il lock down i ramarri sono stati sfrattati dalla Dacia Arena e si sono trasferiti al Rocco di Trieste grazie alla disponibilità dell’amministrazione del comune giuliano e dell’Unione Sportiva Triestina. Disponibilità inesistente invece fra le frange di ultrà rossoalabardati che, almeno inizialmente, contestarono l’accordo.
Il campionato riprese il 20 giugno e come dopo ogni pausa per i ramarri il ritorno in campo non fu brillante. Pareggiarono infatti la prima al Rocco con il Venezia (0-0) e vennero subito dopo sconfitti pesantemente a Trapani (0-3). Non ci misero molto però a zittire le nuove campane a morto suonate dai disfattisti e con tre successi di fila (2-0 con la Virtus Entella, 2-1 a Perugia e 1-0 con il Pisa) tornarono in lizza per il secondo posto. Il 13 luglio persero però lo scontro diretto a Crotone (0-1). Non rimaneva quindi che conservare il quarto posto per evitare di dover affrontare il turno preliminare dei playoff. Per riuscire nell’impresa bastò loro pareggiare le ultime tre gare ad Ascoli (1-1), con la Salernitana (1-1) e a Cremona (2-2). Chiusero quindi la stagione regolare al quarto posto, risultato già eccezionale per una matricola al suo esordio assoluto in serie B.
L’abbinamento della semifinale ha posto Tesser e i suoi ragazzi ancora a confronto con il più esperto e quotato Frosinone di Alessandro Nesta. Il match di andata si è concluso con la vittoria dei ramarri al Benito Stirpe per 1-0 grazie a uno stupendo gol di Tremolada autorizzando a credere nella finalissima. Poi Ciano e Novakovich nei primi 15’ del ritorno al Rocco hanno spento il sogno, ma non hanno cancellato la storia di una straordinaria galoppata.


