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Pordenone Calcio: il ramarro da trasferta ha un tabù da spezzare
martedì 01 dicembre 2020 09:40In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Pordenone Calcio: il ramarro da trasferta ha un tabù da spezzare

E’ diventato un ramarro da trasferta. Dai viaggi a Lecce (0-0), Vicenza (1-1), Cittadella (0-2), Ascoli (1-0) e Pescara (2-0) i neroverdi hanno riportato a casa 8 punti. Meglio hanno fatto solo Frosinone (9, ma con una trasferta in meno) e Lecce (10).

Nella loro nuova casa al mare le cose non vanno altrettanto bene. Al Teghil non hanno mai perso, ma nemmeno vinto. I quattro punti incassati sono frutto dei pareggi con la Spal (3-3), con la Reggina (2-2), Chievo (1-1) e Monza (1-1) e valgono solo il dodicesimo posto nella speciale classifica relativa solo alle gare interne. A tutto ciò va aggiunta la sconfitta, con conseguente eliminazione, subita sempre a Lignano con il Monza (1-4 ai calci di rigore) in coppa Italia.

Difficoltà che hanno favorito il diffondersi fra i tifosi neroverdi dell’idea di una sorta di maledizione del Teghil, impianto scelto da Mauro Lovisa per le gare interne dei suoi ramarri dopo aver pronunciato il gran rifiuto alla soluzione proposta da Regione e Comune di Pordenone di utilizzare il Tognon di Fontanafredda per adeguare il quale al campionato di serie B sono stati stanziati e spesi due milioni di Euro. Lavori praticamente ultimati.

Indubbiamente i ramarri sono stati accolti bene a Lignano dall’amministrazione locale che ha pure avviato una sponsorizzazione di duecentomila Euro perché il nome di Lignano Sabbiadoro figuri sulle casacche neroverdi.

Il cammino positivo in trasferta e quello più lento in “casa” sono molto probabilmente dovuti anche all’assenza di pubblico sui gradoni, una delle misure decise dal governo per bloccare il diffondersi della pandemia da corona virus. Giocare nel silenzio in trasferta può essere un vantaggio. Non lo è invece ovviamente in casa. Resta da vedere quanta gente si sposterà da Pordenone e Lignano quando finalmente la situazione migliorerà e i portoni degli stadi verranno riaperti ai tifosi. Alla Dacia Arena (capienza 25 mila 132 posti a sedere) la scorsa stagione i match del Pordenone vennero visti da una media di tremila 491 spettatori (comprese le rappresentanze di supporters degli avversari). La capienza del Teghil (dove sono stati spesi altri 900 mila Euro da Regione e Comune di Lignano) è stata aumentata di 800 posti proprio per arrivare a quota 5 mila (minimo stabilito dal palazzo del calco) in modo da consentire al Pordenone di ospitare gare di serie B. Impegno che spinge i ramarri a lavorare ancora più sodo per sfatare il tabù anche in assenza di pubblico.

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