Pordenone Calcio: Ramarri ultimi. L'opinione di De Bortoli
Con il ritorno di Bruno Tedino in panca il Pordenone ha ritrovato convinzione ed entusiasmo. Lo confermano le prestazioni fornite contro tre formazioni di notevole spessore come Pisa (1-1), Como (0-1) e Cremonese (2-2). Resta però l’ultimo posto in classifica con soli 3 punti in undici giornate e con lo spettro del ritorno in terza serie. Non sono pochi coloro che si chiedono cosa sia successo alla squadra che solo quattordici mesi orsono con Attilio Tesser in panca (già condottiero nella promozione in cadetteria) aveva rischiato di finire in seria A, fermata solo nella semifinale playoff dal Frosinone.
“Vedere il Pordenone in una serie B mai affrontata prima nella sua storia centenaria lottare per la promozione nella massima serie – afferma Walter De Bortoli – aveva fatto sognare tutti. Quello è stato il momento di maggior splendore della società che Mauro Lovisa ha rilevato fra i dilettanti nel 2007. Cosa sia successo dopo – aggiunge l’assessore comunale allo sport – è difficile da capire. Io non sono e non voglio fare il tecnico – precisa -, ma credo che il ridimensionamento sia dovuto in buona parte alle scelte operate dalla società in fase di mercato. La cessione del capocannoniere del torneo nel gennaio dell’anno scorso è stata significativa. Probabilmente l’aspetto economico ha avuto il sopravvento su quello sportivo. Del resto non deve essere uno scherzo per Mauro Lovisa e attuali soci affrontare le ingenti spese di gestione di campionati professionistici ad alto livello. Oltre a tutto – non manca di sottolineare De Bortoli – dovendo giocare fuori da Pordenone, prima a Udine, poi a Trieste e ora a Lignano per la mancanza di uno stadio in città. Il calo di rendimento – continua è dovuto anche al calo di presenze alle partite dei ramarri. Per questo – guarda avanti De Bortoli – bisogna trovare quanto prima un’intesa con la società per la realizzazione di un impianto entro i confini comunali. Non deve essere uno stadio faraonico da 20 mila posti. Basta un impianto da ottomila con la possibilità di essere ampliato qualora dovesse realizzarsi il sogno della promozione in serie A. Mi auguro – conclude l’assessore allo sport - che il nuovo corso post elettorale condivida questa posizione e trovi il modo di riportare quanto prima i ramarri in città”.


