Pordenone Calcio: salvare l'onore!
Non è tornato al De Marchi nemmeno ieri Bruno Tedino, ancora alle prese con i postumi dell’influenza che l’ha costretto a disertare le gare dei ramarri con la Reggina e il Monza risultate in altrettante sconfitte (0-2 e 1-4). La colpa non è certo di Carlo Marchetto, fido collaboratore dello stesso Tedino. La presenza di Bruno a bordo campo avrebbe però forse indotto la squadra ad affrontare le due gare con spirito diverso. L’atteggiamento rinunciatario dei giocatori impiegati è risultato evidente a tutti coloro che hanno assistito dal vivo o in televisione alle due partite. Non hanno mancato di evidenziare la loro insoddisfazione i componenti del fan club PN Neroverde 2020, presenti sia al Granillo di Reggio Calabria che al Teghil per il match con il Monza. In particolare è rimasta indigesto l’atteggiamento dei ramarri nella sfida con il Monza.
“Una formazione - giudicano l’undici iniziale in un post sulla pagina FB del Club – difficile da comprendere, a molti apparsa arrendevole sin dall’inizio. Deludente – sottolinea l’estensore – la linea difensiva, centrocampo timido. L’onore della maglia neroverde è stato salvato solo da Butic, Cambiaghi e Di Serio, ultimi ad arrendersi in una squadra che già al 25’ è apparsa ammainare la bandiera”.
A tutti i presenti del fan club al Teghil è piaciuto in particolare l’atteggiamento di Cambiaghi per il quale propongono addirittura la fascia di capitano vista l’indisponibilità di Stefani (comunque poco impiegato) che anche ieri si è allenato separatamente dal gruppo.
“Il giovane in prestito dall’Atalanta – spiegano la loro posizione - si è dimostrato costantemente e di gran lunga l’elemento più pericoloso del gruppo e l’unico capace di produrre imprevedibilità grazie alle sue abilità tecniche”.
Non mancano fra i tifosi neroverdi anche i rimpianti per le cessioni di giocatori che in passato (non certo quelli partiti lo scorso gennaio) avevano spinto il Pordenone alla promozione in serie B e alla successiva conquista di un posto playoff per la promozione in serie A. Fra questi Luca Tremolada, ceduto dal Pordenone (“non rientrava più nel progetto tecnico” la giustificazione fornita dagli operatori di mercato) al Cosenza nella disastrosa sessione di mercato invernale dell’anno scorso e passato all’inizio di questa stagione al Modena di Attilio Tesser, dove il mese scorso è approdato anche Magnino. Tremolada è stato l’autore della doppietta che ha permesso al Modena di vincere a Viterbo (2-1) e di rimanere solo in testa alla classifica del girone B di serie C con 3 punti di vantaggio sulla Reggiana battuta (1-2) a Gubbio. La lunga permanenza all’ultimo posto della graduatoria, il distacco di ben 15 punti dalla zona salvezza diretta, ma anche quello di 8 lunghezze dal diciassettesimo posto che consentirebbe l’accesso ai playout sembrano aver minato la speranza dei tifosi di vedere il Pordenone mantenere la categoria. Non rinunciano però al diritto di veder dare il massimo ai giocatori che in campo indossano la casacca neroverde.
“A Vicenza – conclude l’estensore della nota interpretando il desiderio di tutto il club – conterà salvare l’onore. Solo questo chiediamo. Forza ramarri, forza neroverdi, forza, forza, forza Pordenone!”.
E allora vanti con il tridente d’attacco con il tridente d’attacco formato da Butic e Di Serio con il supporto di Cambiaghi sostenuto da altri otto elementi che garantiscono tutti il loro impegno per salvare almeno l’onore e, se possibile, per ridare a tutto il popolo neroverde la speranza di vedere il ramarro conservare la posizione tanto faticosamente conquistata in serie B da re Mauro e da chi ha voluto seguirlo negli anni.


