Pordenone Calcio: il rammarico di Mimmo Di Carlo
Si sapeva che la trasferta a Mantova non sarebbe stata facile per il blasone della società biancorossa, per il folto pubblico e soprattutto per la presenza di tanti ex nelle due formazioni e in primis dello stesso Mimmo Di Carlo che già alla vigilia aveva più volte ammesso la sua emozione nel ritornare in un ambiente dove tuttora è considerato un mito per essere riuscito a portare la formazione virgiliana dalla serie C2 alla B sfiorando pure la promozione in serie A negli anni fra il 2003 e il 2007. E’ stato proprio un ex, Matteo Gerbaudo (in neroverde dal 2016 al 2018) a determinare il risultato finale siglando il gol del 2-1 dopo il vantaggio iniziale biancorosso di De Francesco e il momentaneo pareggio neroverde di Pinato. Va segnalato per altro che nell’occasione del gol decisivo il Pordenone era praticamente in dieci per l’infortunio a una spalla dello stesso Pinato fermo in campo. Situazione segnalata dai ramarri, ma ignorata dal signor Carrione di Casellamare di Stabia a conferma del fatto che in questa stagione il Pordenone non è certo preso in grande considerazione dalle terne arbitrali. Oltre a Pinato è uscito anzitempo perché acciaccato anche Pirrello. Difficile che entrambi possano recuperare per il match in programma domani al Teghil con il Trento già rinato e vincente (2-1) a Busto Arsizio con la Pro Patria sotto la guida di Bruno Tedino. Cosa che non costituirà una vera e propria situazione d’emergenza, ma sicuramente potrebbe creare ulteriori problemi a Di Carlo. La sconfitta al Martelli nel posticipo di lunedì non ha permesso ai ramarri di riportarsi in testa alla classifica. Dividono ora la terza posizione con Novara, Lecco e Padova a quota 14 con una lunghezza di ritardo dalla coppia capolista formata da Sangiuliano (battuto 1-0 in casa propria dal Pordenone alla quarta giornata) e dal Renate (0-0 a Meda con i ramarri alla sesta). Situazione che conferma quanto equilibrato sia il campionato in corso. Il più rammaricato dell’intero gruppo per la seconda sconfitta stagionale, prima in trasferta dove il Pordenone si era sempre espresso al meglio, è proprio Mimmo Di Carlo che in mezzo a tanti suoi affezionati ammiratori biancorossi avrebbe voluto uscire almeno imbattuto.
“Credo – afferma il tecnico di Cassino – che la mia emozione al momento dell’ingresso sul rettangolo del Martelli fosse evidente. L’accoglienza dei tifosi virgiliani – ammette – mi ha fatto tornare indietro di anni”.
Rientrato nel suo compito attuale Di Carlo ha fatto tutto ciò che era possibile fare per uscire almeno imbattuto dal catino mantovano cambiando durante la partita anche l’intero reparto avanzato.
“Purtroppo siamo stati troppo lenti nel produrre gioco – è la sua analisi -. Sono stati tanti i cross piovuti in area biancorossa, ma i ragazzi non hanno mai saputo trovare la stoccata giusta. E’ vero che il loro portiere (Chiorra, ndr) ha fatto alcune parate veramente importanti e che a un certo punto eravamo riusciti a rimettere in piedi la partita con il pareggio di Pinato, poi però abbiamo subito dell’1-2 a difesa schierata. Certamente – sottolinea con dispiacere - non è stata una buona prestazione nemmeno quella del reparto arretrato che nelle partite precedenti si era comportato molto bene. In genere comunque – allarga l’esame – se nelle prossime partite vorremo tornare a essere il vero Pordenone dovremo vincere più duelli individuali, girare la palla più velocemente di quanto fatto al Martelli ed essere decisamente più incisivi in fase di conclusione. Ora mi aspetto – guarda già avanti Di Carlo – una forte reazione nel match di giovedì al Teghil con il Trento per riprendere il nostro cammino verso un traguardo importante”.
I ramarri erano già al lavoro al De Marchi ieri pomeriggio. Oggi sosterranno la seduta di rifinitura a porte chiuse al termine della quale Di Carlo stilerà la lista dei convocati che lo seguiranno a Lignano.


