Pordenone Calcio: le strade di Mirko Stefani
“Faccio e farò sempre il tifo per Mauro Lovisa per ciò che è riuscito a fare, che sta facendo e sono certo che farà in futuro”.
Sono parole di Mirko Stefani personaggio simbolo dei colori neroverdi. Il “capitano”, come viene ancora chiamato dai tifosi naoniani, è entrato a far parte del Pordenone nella stagione 2015-16 collezionando poi 166 presente in sette stagioni fra serie C e serie B. Classe 1984, cresciuto nelle giovanili del Milan, prima di arrivare in riva al Noncello aveva vestito le casacche del Prato, del Bellaria Igea Marina, della Reggiana, della Cremonese, del Frosinone, del Real Vicenza e del Messina. Da capitano ha dato il suo notevole contributo anche per la conquista della serie B nel 2019. Dopo tre stagioni in cadetteria decise di smettere di giocare per servirsi dell’esperienza accumulata per far crescere pure i ramarrini del settore giovanile. A inizio marzo di quest’anno, dopo il pareggio (1-1) casalingo con la Pergolettese Mauro Lovisa decise di mettere a riposo Mimmo Di Carlo e promosse Stefani a tecnico della prima squadra convinto che avrebbe saputo trasmettere la sua carica ai giocatori, molti dei quali suoi ex compagni, come faceva quando vestiva in campo la fascia da capitano. La sua nuova esperienza cominciò bene con un pareggio in bianco al Rigamonti di Lecco al quale seguirono la vittoria (2-1) al Tognon con il Piacenza. Arrivò poi però una pesante sconfitta (1-4) a Novara. Seguirono un successo di misura (1-0) sulla Pro Sesto, un pareggio ancora in bianco a Busto Arsizio con la Pro Patria e l’inattesa sconfitta (0-1) a Fontanafredda con la Pro Vercelli. Mauro Lovisa decise allora di ritornare sui suoi passi e richiamò in panca Mimmo Di Carlo. Come ben noto dall’affezionato popolo neroverde il Pordenone è riuscito poi ad accedere ai playoff, ma è stato eliminato dal Lecco che, dopo aver perso gara uno davanti al pubblico amico per 0-1 si è abbondantemente rifatto vincendo per 3-1 in gara due al Tognon. L’affetto che lo ha sempre legato ai colori neroverdi ha impedito a Mirko Stefani di reagire come avrebbero fatto tanti altri protagonisti del calcio italiano.
“Quale sarà il mio futuro? Ho in mente – ha rivelato - vari progetti da poter sviluppare anche extra Pordenone. Prima di tutto però – è l’ulteriore conferma del suo attaccamento alla società naoniana - vediamo come procede la situazione in casa neroverde e poi a bocce ferme eventualmente deciderò cosa fare”.
Anche Mirko come tutto il popolo neroverde dovrà attendere ancora sei giorni. Il 20 giugno infatti auspicabilmente verrà reso noto il risultato della discussione sull’istanza di fallimento presentata dalla Procura della Repubblica nei confronti del Pordenone. Solo allora si potrà sapere se sarà stato accettato il piano di rientro dal passivo che molto probabilmente verrà presentato da Lovisa e soci.


