Pordenone Calcio: la visione di Bruno Tedino
Quale sarà il futuro del Pordenone Calcio e del calcio a Pordenone? Se lo stanno chiedendo tutti coloro che amano i colori neroverdi. La risposta potrebbe arrivare domani quando verrà discussa nelle sedi competenti l’istanza di fallimento presentata dalla Procura della Repubblica nei confronti della società neroverde. Il giudice potrebbe però sospendere l’istanza stessa per sessanta giorni onde consentire al sodalizio neroverde di avviare le azioni indicate nella relazione presentata dagli avvocati che lo sostengono. Le ipotesi più ottimistiche ipotizzano una ripartenza dei ramarri dal campionato di serie D, ma potrebbero finire anche in uno dei tornei dilettanti regionali. In ogni caso una situazione ben diversa da quella vissuta dai tifosi la scorsa estate quando la società si proponeva di disputare un ottimo torneo di Lega Pro per puntare a un immediato ritorno in serie B. A fare il tifo per una pronta rinascita del Pordenone è la gran parte di coloro che sono stati protagonisti della recente storia neroverde. Fra questi non poteva ovviamente mancare Bruno Tedino la cui famiglia abita a Corva di Azzano Decimo. Tedino ha guidato i ramarri nelle stagioni dal 1999 al 2001 e dal 2015 al 2017 quando riuscì a portare il Pordenone nella semifinale playoff di Firenze per la promozione in serie B dove si arrese al Parma solo ai calci di rigore (5-6) dopo aver chiuso i tempi regolamentari sull’1-1. L’ultima esperienza fu nel torneo 2021-22. Si tratta di uno dei tecnici più amati dal popolo neroverde che l’ha soprannominato “san Bruno da Corva”. Nell’ottobre dell’anno scorso è subentrato a D’Anna nel Trento che si trovava in grosse difficoltà nello stesso girone di Lega Pro del Pordenone e l’ha brillantemente condotto alla salvezza meritandosi la riconferma sino al 30 giugno 2024.
“Mi dispiace molto – ha affermato – che il Pordenone stia vivendo questa pesante battuta d’arresto dopo diversi anni prolifici. Evidentemente qualcosa non ha funzionato e il prezzo da pagare è veramente pesante. Sono moralmente vicino a Mauro Lovisa al quale ho sempre riconosciuto grandissimo talento nel fare calcio con buone programmazioni e pianificazioni e nel riconoscere chi sa farlo insieme a lui. Mauro è animato però pure da un grandissimo amore per i colori neroverdi e probabilmente proprio per questo si è spinto anche oltre a quelle che sono erano le sue possibilità e ora – si è rammaricato san Bruno da Corva - è costretto a pagarne le conseguenze. Mi auguro, come tutti i tifosi neroverdi, che possa avviare un percorso di rinascita della società e di ricrescita della squadra. Io sono nato a Udine e so che i friulani come lui sanno rinascere. Lo hanno dimostrato chiaramente dopo il terremoto del 6 maggio 1976!”.
I tifosi neroverdi si augurano che prima o poi “san Bruno” possa ritornare in riva al Noncello.
“Al momento – ha voluto precisare Tedino – sono concentratissimo sul Trento dove sono stato riconfermato per un’altra stagione e dove mi trovo assolutamente bene. Pordenone però – aggiunge concludendo – è casa mia e non si può mai dire quello che può succedere nel futuro”.


