Serie D- Tamai stenta - De Agostini: "Ci vuole pazienza"
Una sola vittoria, un pareggio e due sconfitte nelle prime quattro di campionato e l’eliminazione dalla coppa a opera del Belluno. Probabilmente nel Borgo si aspettavano qualcosa di più dal nuovo corso targato Bisioli pur con rosa rinfozato rispetto alla scorsa stagione. Verrebbe da pensare che la persona alla quale dia meno fastidio il rodaggio problematico dei rossi sia Stefano De Agostini che ha chiuso proprio l’estate scorsa il rapporto con i Verardo e si trova ora a spasso. Invece Stefano, da signore qual’è, è il primo a gettare acqua sul fuoco.
“E normale – afferma – che all’inizio di un nuovo corso ci possano essere delle difficoltà. Succede quasi sempre. Il mister deve imparare a conoscere i ragazzi, i ragazzi devono capire bene cosa vuole il tecnico, vecchi e nuovi devono capirsi fra di loro e ogni singolo giocatore deve apprendere come sono soliti muoversi sul rettangolo i compagni. Ci vuole pazienza”.
Stefano allarga la visuale sul resto del gruppo C.
“La grande delusione di questo avvio – afferma – è indubbiamente il Mantova (terzultimo con soli 3 punti, ndr). Molti si aspettavano che fosse una corazzata come il Venezia o il Parma ai loro tempi in Lega D. Io – ammette – ero fra quelli. Poi ho visto i virgiliani giocare in casa del Cjarlins e ho capito che non avevano il potenziale per essere protagonisti. Almeno non sino al mercato di gennaio. Le altre – continua De Agostini – stanno facendo il loro campionato. Mi aspettavo un Arzichiampo da primato. Vincenzo Italiano non aveva fatto nulla per nascondersi in precampionato. Prevedo – profetizza – un duello sino all’ultima giornata con la Vecomp Verona”.
Domenica a Tamai arriverà il Delta.
“Saranno belve inferocite – prevede Stefano – per il caso Fissore (utilizzato senza sapere che doveva scontare una squalifica dalla passata stagione). Non sarà facile per i rossi, oltre a tutto privi di Maccan (3 gionate di squalifica, ndr)”.
Stefano presente?
“No – risponde -. Non ci sarò sino a quando i rossi non si tireranno su. Non voglio dar adito a voci strane. Non sono quel tipo di allenatore”.


