Pordenone-Gubbio, I ramarri visti da Perosa
“Faremo il Davide e abbattermo il Golia neroverde”.
L’aveva detto Dino Pagliari alla vigilia del match al Bottecchia. Il Gubbio non ha abbattuto il Pordenone, ma ci è andato molto vicino. A salvare i ramarri è stato Magnaghi, ennesimo jolly pescato da Colucci dal suo folto mazzo. Sua la zampata in mischia nel disperato forcing finale che ha permesso al Pordenone di evitare la prima sconfitta stagionale. Pareggio meritato per l’impegno profuso da Stefani e compagni.
Non per il gioco espresso, povero di idee e spesso privo di quelle geometrie alle quali i neroverdi ci avevano sin qui abituati. Colucci forse questa volta è un po’ troppo presuntoso. O forse ha voluto lanciare un messaggio a chi sostiene (sono tanti) che questo Pordenone ha due giocatori di uguale valore per ruolo. Cosa che ribadirà per altro a fine gara in conferenza stampa. Le sorprese iniziali riguardano i due esterni difensivi (Pellegrini e Nunzella), il rientro dal 1’ di Buratto e Martignago a completare il trio d’attacco. A fine gara il pubblico del Bottecchia è sfollato amareggiato, ma tirando al tempo stesso un sospiro di sollievo collettivo.
C’è poco tempo per ripensare agli errori commessi. Domenica (14.30) i ramarri saranno di nuovo in campo, in casa, con il Ravenna. Dovrà essere decisamente un altro Pordenone.
PERILLI 6 – Le colpe maggiori sui due gol subiti sono di altri. Lui però questa non ha fatto miracoli per rimediare agli errori altrui.
PELLEGRINI 5 – Giocare una tantum non è certo facile. I 45’ che Colucci gli ha concesso sembrano giustificare notti e pomeriggi in panc.
FORMICONI 6 – Di stima. Anche Giovanni si è calato nella mediocrità generale.
STEFANI 6 – Se anche il capitano gioca sotto lo standard normale il male è epidemico. Mirko prova comunque a scuotere i compagni con l’esempio.
PARODI 5.5 – Più di un passo indietro rispetto agli standard delle ultime presenze. Forse ha minato la sua fiducia lo spazio concesso da Colucci a Bassoli, oggi rimpianto dalla tribuna.
NUNZELLA 5.5 – Il suo utilizzo per far rifiatare De Agostini era nell’aria. Il secondo gol umbro nasce dalla sua corsia.
MISURACA 6 – Prestazione senza infamia né lode. Da Misu ci aspettiamo ben altro.
MAGNAGHI 6.5 – Un punto in più per la zampata che al 90’ ha evitato la prima sconfitta stagionale. Colucci però lamenta la sua poca presenza in area a fianco di Gerardi.
BURRAI 6 – Lui è sempre stato il faro. A Salò la luce si è spenta sul dischetto. Col Gubbio è sembrato anche giù di batterie. Fastidiosi i soliti eccessi di nervosismo.
BURATTO 5 – Evidentemente non era la sua partita. L’impegno non gli manca. Il resto è poco.
DANZA 5.5 – Qual è quello vero? Quello che ha rifilato una doppietta al Teramo o quello spento con il Gubbio? Aspettiamo la risposta di Dejan.
CIURRIA 6 – Anche per la sua valutazione conta l’aver messo la palla nel sacco umbro.
BERRETTONI 7 – Con Berre è un’altra cosa. Poco più di un quarto d’ora per ricordare a tutti di cosa hanno dovuto fare a meno per quasi 5 mesi.
MARTIGNAGO 5.5 – Spaesato e sfortunato. Si fa male a una caviglia e viene sostituito.
SAINZ MAZA 5.5 – Disturbato dalla maschera protettiva non fa onore alla cantera.
GERARDI 5.5 – Servito poco e male lotta e sgomita senza costrutto.
PORDENONE (4-3-2-1): Perilli 6; Pellegrini 5 (1′ st Formiconi 6), Stefani 6, Parodi 5.5, Nunzella 5.5; Misuraca 6 (13′ st Magnaghi 6.5), Burrai 6, Buratto 5 (13′ st Danza 5.5); Ciurria 6 (32′ st Berrettoni 7), Martignago 5.5 (32′ pt Sainz-Maza 5.5); Gerardi 5.5.


