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Pordenone Calcio: Colucci risponde ai malumori
sabato 7 ottobre 2017, 10:36In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Pordenone Calcio: Colucci risponde ai malumori

Tutto il popolo neroverde ha passato il venerdì a chiedersi se quello incassato con il Gubbio (2-2) sia stato un punto guadagnato o se invece i ramarri ne abbiano persi due insieme al primato.

E’ la seconda volta di fila. Lo stesso dubbio era sorto dopo il pareggio di lunedì a Salò (0-0) con la Feralpi. In realtà si è trattato di situazioni completamente diverse. A Salò un pareggio non è oggettivamente disprezzabile. Il rammarico era nato dal rigore mancato da Burrai che avrebbe potuto regalare ai ramarri successo e primato.

Con il Gubbio invece era lecito attendersi la vittoria. I neroverdi però hanno offerto la peggior interpretazione stagionale, rimediando il pareggio solo al 90’, grazie a una zampata di Magnaghi.

Uscendo dal Bottecchia a fine gara il commento più gettonato è stato:

“E’andata bene”.

Non poche le critiche all’indirizzo di Colucci. Leo è stato criticato per le scelte che ha operato nel comporre l’undici iniziale. In particolar modo per l’inserimento di Pellegrini come esterno destro al posto di Formiconi e per l’utilizzo di Buratto a centrocampo al posto di Lulli che la maggior parte dei “tecnici” da tribuna si aspettavano in campo. In realtà è stata tutta la squadra a giocare notevolmente al di sotto di quanto fatto nelle precedenti sei gare. Leo ha percepito il malumore. Per certi versi l’ha condiviso, riproponendo in avvio di ripresa Formiconi sulla corsia destra e quasi allo scoccar dell’ora Danza a centrocampo. In verità le cose non sono cambiate di molto. Colucci ha dato la sua interpretazione sul calo di rendimento dei ramarri basata su due concetti che sono sembrati messaggi, il primo a chi compila il calendario, il secondo a “chi si era forse abituato – parole sue – troppo bene in questo inizio di stagione”.

Leo è partito dai tre impegni in sei giorni che i suoi ragazzi hanno dovuto e devono affrontare.

“Avevamo giocato a Salò in posticipo lunedì sera – ha ricordato – e siamo rientrati a notte fonda. Tre giorni dopo di nuovo in campo per affrontare il Gubbio. Il recupero fisico non era semplice. Abbiamo perso quasi tutti i duelli individuali. In questi casi bisogna ricorrere a energie nervose che noi non abbiamo trovato”.

Poi è passato alle aspettative eccessive sul ruolo del Pordenone condensando il tutto in una semplice constatazione:

“Non siamo la Juve”.

Aggiungendo poi:

“Forse chiediamo troppo a questi ragazzi, la metà dei quali – ricorda - negli anni passati non era fra i titolari”.

Messaggio a chi sostiene che il Pordenone ha due giocatori di uguale livello per ruolo.

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