Bjelanovic al bivio: torna o si rescinde
Ermetico in difesa, avaro in attacco. Sono i due volti contrastanti del Pordenone, capace comunque di rilanciarsi in chiave salvezza, conquistando il cuore della città e dei suoi tifosi, definiti «mai così maturi e vicini» dal presidente Lovisa. Per risolvere il problema del gol (una sola rete nelle ultime 3 gare, secondo peggior attacco del girone, assieme alla Giana Erminio), la medicina sembrerebbe già in casa.
E si chiama Sasha Bjelanovic, l'attaccante dal curriculum illustre (Genoa, Torino e Verona tra i suoi club) arrivato nello scorso mercato invernale. Il problema, però, è che colui che doveva essere la stella dei ramarri e dispensare i gol per risalire la classifica, in tre mesi si è visto per poco più di 90 minuti: lo spezzone disputato con il Lumezzane agli inizi di gennaio e la successiva partita, per altro positiva, al Penzo di Venezia.
Davvero troppo poco rispetto alle attese. Un polpaccio sta continuando a tormentare il bomber croato e ancora non si ipotizza con certezza la data del suo rientro. Tra i più ottimisti c'è chi mormora che potrebbe andare almeno in panchina col Pavia, fra una settimana.
Ma c'è pure chi adombra la possibilità di un divorzio consensuale, soprattutto se anche la scadenza della gara con l'attuale co-capolista del girone fosse disattesa. Un'ipotesi che per ora la società respinge. «Crediamo ancora in lui e confidiamo che i suoi gol saranno decisivi nella parte finale della stagione», fa sapere Lovisa.
E' chiaro, però, che anche la pazienza del club non è senza limiti. Inoltre, il giocatore stesso avrebbe confidato a persone a lui vicine che questa situazione, ovvero non poter dare ciò che il Pordenone si aspettava da lui, lo fa sentire a disagio.
Una dimostrazione di professionalità, che potrebbe spingerlo a chiedere a sua volta di terminare anzitempo l'esperienza sulle rive del Noncello. Con il rischio che la sua parentesi pordenonese passi agli annali esclusivamente per il matrimonio celebrato in Comune con l'avvenente Martina, spesso notata anche sugli spalti del Bottecchia.
Ieri, intanto, al De Marchi si è rivisto Emil Zubin. Il centravanti, approfittando della pausa del venerdì che, si dice, scaramanticamente (da quando la attua, ha sempre vinto) Parlato concede al Padova, ha fatto visita ai suoi ex compagni, assistendo in panchina all’allenamento pomeridiano.
Chissà che solo la presenza di uno che di gol se intende, non serva a risvegliare l'attacco neroverde. In attesa, o forse no, di Bjelanovic.


