Pordenone-Triestina - Rossitto: "Io, ex rossoalabardato dal cuore neroverde"
“A Trieste ho vissuto un anno fantastico (stagione 13-14, chiamo in sostituzione di Maurizio Costantini, ndr), ma il mio cuore è e resterà sempre neroverde”.
Fabio Rossitto mette subito in chiaro per chi tiferà domenica al Bottecchia in occasione del derby fra il Pordenone e l’Unione. Come sempre sarà lì, in tribuna, in mezzo al popolo naoniano.
“I ramarri partono favoriti, ma proprio per questo – prevede il crociato – per loro sarà un derby molto più difficile che per i rossoalabardati. La pressione è tutta sul Pordenone. La Triestina non deve vincere il campionato. E’ stata ripescata e l’obiettivo dichiarato per questa stagione è la permanenza in serie C. Diversi gli obblighi del Pordenone. La dirigenza non ha mai nascosto che vuole la B. L’Unione sta facendo bene (undicesima con 14 punti, a una sola lunghezza dalla zona playoff con una partita in meno, ndr), è in serie utile da 5 giornate, ha già dimostrato di trovarsi meglio in trasferta che al Rocco e ha un Arma che farà di tutto per lasciare il segno al Bottecchia. Inoltre, non avendo urgenze di classifica, potrà giocare con animo sereno e questo – ipotizza Fabio - potrebbe essere un grande vantaggio”.
Totalmente diverso l’approccio dei ramarri.
“Sì – annuisce Rossitto -, perché hanno appena perso il primato (con la vittoria per 3-0 a tavolino nel match non disputato al Braglia con il Modena i biancoscudati hanno scavalcato il Pordenone e si sono portati in testa da soli, ndr) e arriveranno al derby con una sola vittoria e 5 pareggi negli ultimi sei turni. Non è il cammino ideale per chi vuole vincere il campionato. Vero che il Pordenone non perde, ma vero anche che non vince abbastanza. Intendiamoci – precisa Fabio – costruirsi una striscia di undici risultati positivi è ottima cosa. Ora però bisogna valorizzare i pareggi conseguiti con una bella vittoria. Anzi – striscia l’occhio il Crociato -, con un pacchetto di vittorie”.
Colucci non potrà schierare Stefani (squalificato) e Gerardi (infortunato), due assenze di rilievo.
“Soprattutto quella di Stefani – puntualizza Rossitto -. Il capitano è uomo decisivo nello schieramento neroverde per intelligenza tattica ed esperienza. Il solo fatto di essere in campo normalmente dà sicurezza a tutta la squadra. Gerardi è un ottimo giocatore, ma non ha la responsabilità di Mirko. Inoltre davanti le alternative non mancano. Magnaghi ha le stesse caratteristiche di Federico. Credo che sia arrivato il suo momento”.


