Pordenone-Triestina, I ramarri visti da Perosa
Derby amaro per il Pordenone. I muli hanno scalciato quattro volte i ramarri e inflitto loro la prima sconfitta stagionale.
Si è giocato su di un acquitrino sotto la pioggia incessante. Difficile fare calcio in simili condizioni. E’ stata un’autentica battaglia “navale”, caratterizzata da palloni calciati lunghi, tanto agonismo, scontri individuali a livello fisico e qualche furbata di troppo.
Vergognosa l’ultima, quando negli spiccioli finali, in vantaggio per 4-2, i rossoalabardati in panchina hanno di proposito buttato in campo un “secondo” pallone per far sì che il direttore di gara fermasse il gioco e di conseguenza il forcing neroverde. Da lì è nata una mega baruffa che ha coinvolto tutti. Un’ingenuità da parte dei ramarri, non nuovi a gesti di nervosismo autolesionista.
Ne ha fatto le spese Milanese, a.d. dell’Unione e Silvestro, appena entrato in campo, che ha lasciato ancora una volta i ramarri in inferiorità numerica. Eppure il derby era cominciato nel migliore dei modi con il gol di Misuraca dopo appena 180 secondi. Sull’1-0 si è concluso il primo tempo. Pirotecnica la ripresa iniziata con 3 gol nello spazio di 3 minuti. Al 50’ ha pareggiato Troiani, al 51’ Magnaghi ha riportato in vantaggio i ramarri e al 53’ Arma ha fatto valere la vecchia legge dell’ex pareggiando nuovamente i conti. Il Pordenone aveva a disposizione 37’ più recupero per ristabilire il teorico rapporto di valori. Allo scoccar dell’ora Colucci ha operato le sue modifiche inserendo Raffini e Silvestro per Martignago e Misuraca. Mossa inutile perché a comandare sono stati i rossoalabardati che sono passati in vantaggio con un gran gol a giro di Mensah e hanno consolidato il risultato con Troiani. Piove già prima dell’inizio di gioco, quando ultrà triestini (in 300 hanno raggiunto il Bottecchia) e pordenonesi si scambiano cori in attesa dell’ingresso delle squadre in campo.
Senza Stefani squalificato e Gerardi infortunato, Colucci presenta Formiconi, Bassoli, Parodi e De Agostini in difesa. Sceglie Buratto per completare il centrocampo assieme a Burrai e Misuraca. Martignago e Sainz Maza supportano Magnaghi prima punta. Sannino presenta il suo 4-3-3 che vede Arma a fare da guastatore e pivot nei pressi dell’area neroverde.
PERILLI 6 – Difficile ipotizzare se avesse potuto fare qualcosa di più per evitare i quattro calci sferrati dai muli su di un terreno simile. Andiamo sulla fiducia regalandogli una sufficienza “bagnata”.
FORMICONI 5.5 – Lui è un turbo da pista asciutta, non un fuoristrada cingolato per i terreni fangosi. Su di un terreno dove bisognava trascinare la palla sull’acqua non poteva sentirsi a suo agio.
PARODI 5.5 – Cliente difficile Arma. Giulio non è praticamente riuscito mai a limitare il guerriero berbero, nè quando ha fatto da torre per gli altri, né quando ha deciso di incidere da solo.
BASSOLI 5.5 – Una cosa è giocare a fianco di Stefani, un’altra è prendersi sulle spalle la responsabilità di dirigere l’intero reparto arretrato.
DE AGOSTINI 7 – Con la fascia da capitano ha fatto il possibile e anche l’impossibile per spingere i ramarri verso un risultato positivo, facendo da baluardo, provando a trascinare quel sasso rotondo simile a un pallone sino sul fondo per poi buttarlo in mezzo. Una sola volta hanno raccolto il suo invito.
MISURACA 7 – Suo il gol che ha aperto il derby e illuso il popolo neroverde. Si è dannato l’anima per difenderlo e per provare a ripetersi.
SILVESTRO 5 – Ci si accorge che c’è quando l’arbitro lo invita a raggiungere gli spogliatoi.
BURRAI 6 – Di stima. La pioggia rallenta anche il metronomo. L’ennesimo giallo lo farà saltare la trasferta a Reggio Emilia.
BURATTO 6 – Si impegna come sempre quando viene chiamato in causa.
CIURRIA 6 – Molti si sono chiesti perché non è partito dall’inizio. Quando è entrato hanno avuto la risposta.
MARTIGNAGO 6 – Riccardo ha iniziato bene. Poi è lentamente affondato anche lui nell’acquitrino del Bottecchia.
RAFFINI 6 – Il suo ingresso non ha cambiato la storia del derby.
SAINZ MAZA 5.5 - Un passo indietro in un microclima che non èp il suo.
MAGNAGHI 6.5 – Ha dimostrato di saperci fare se gli arrivano palloni sfruttabili. Pochini nella circostanza.
COLUCCI 6 - Dopo l'avvio sfolgorante pensavamo tutti che il Bottecchia vesse trovato il suo nuovo profeta. La "pareggite" di ottobre e la batosta nel derby stanno facendo rivedere le posizioni iniziali a più di qualcuno. Anche a Reggio Emilia la scorsa stagione aveva iniziato bene e anche a Reggio Emilia le prime difficoltà erano arrivate a metà autunno. A volte riesce difficile comprendere dove sta la sua linea di confine di ammissione di colpa e sarcasmo quando ripete sorridendo che non può sbagliar formazione se ha 24 titolari.
NICOLETTI 5 - Irritante il comportamento accondiscendente del fischietto calabrese che finisce per espellere Milanese che certo non gioca e Silvestro che invece gioca lasciando i ramarri in dieci.


