Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / pordenone / In Copertina
Pordenone Calcio: Colucci e la parabola del pomodoro
venerdì 10 novembre 2017, 09:44In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Pordenone Calcio: Colucci e la parabola del pomodoro

Due sconfitte di fila (2-4 con la Triestina, 0-1 con la Reggiana), 3 soli punti negli ultimi 5 turni: non è lo score di una pretendente alla B.

L’andamento lento dell’ultimo mese ha già fatto scordare lo sfolgorante inizio stagione del Pordenone di Colucci (fra l’altro unica compagini di C rimasta in corsa in Tim Cup).

Il popolo neroverde dei social sta già mugugnando.

Qualcuno comincia a chiedersi se la panca del tecnico pugliese, nonostante le dichiarazioni rassicuranti, sia ancora saldissima. L’ha fatto anche la stampa di Reggio Emilia dopo la sconfitta dei ramarri al Mapei, memore del “taglio” operato da Piazza ai danni di Colucci lo scorso gennaio.

Alla domanda se sente ancora salda la panca sotto le terga, Colucci ha risposto:

“Penso di sì, anche se il mestiere dell’allenatore è molto legato ai risultati”.

La scorsa stagione sulla panca granata alla tredicesima (stesso numero di partite disputate sino a qui dal Pordenone in questa stagione) aveva incassato 24 punti (contro gli attuali 21 dei ramarri).

La quattordicesima coincise con la sconfitta al Bottecchia (0-2). Poi però la Regia riprese il suo cammino da pretendente alla B sino alla serie nera iniziata a dicembre e proseguita a gennaio: 0-2 a Forlì, 0-2 con il Parma, 1-1 con Bassano, 0-1 ad Ancona e 0-3 con il Venezia che decretò il suo esonero.

Eppure a Reggio tutti i giocatori rimasti parlano bene di lui.

“Apprezzano – Colucci spiega stima e affetto dei suoi ex discepoli – l’uomo prima ancora che il tecnico. Io cerco sempre di lasciare una traccia positiva. Il tecnico se ne va, il ricordo dell’uomo rimane. La Reggiana della scorsa stagione poteva fare bene. Non ci venne dato il tempo di crescere. Hanno fatto – ecco la parabola – come quel contadino che mette in terra i semi del pomodoro e il giorno dopo – Leo sembra parlare alla nuora perché la suocera intenda – già pretende di mettere la salsa sulla pasta. Ci vuole tempo per costruire. Se dici voglio la B in due anni corri il rischio di deludere pubblico e critica”.

Uno degli appunti che vengono fatti a Colucci è quello di cambiare spesso formazione.

Le sorprese sono all’ordine del giorno, o meglio del turno. Non sono mancate nemmeno a Reggio, anche se le assenze di Burrai, Gerardi, Misuraca e Stefani avrebbero dovuto limitare parecchio le possibilità scelta. Nessuno si aspettava Formiconi e Magnani in panca, Pellegrini e Raffini in campo.

“Io non scelgo i migliori undici – spiega ancora Leo -, ma i migliori undici della settimana. Gioca chi si è impegnato di più in allenamento. Se predico che alla domenica va in campo chi si è meritato il posto in settimana poi non posso agire diversamente. Non perdo la mia dignità per niente e per nessuno. La sconfitta? A Reggio hanno giocato cinque sei ragazzi che la scorsa stagione giocavano poco e in squadre che puntavano alla salvezza. Giocare per obiettivi importanti è molto più difficile. La personalità non si acquista al supermercato. Devono essere dato anche a loro – è il messaggio conclusivo di Colucci - il tempo di crescere”.

Altre notizie