Calcio Dilettanti: Massimo Muzzin vincente e disoccupato
Vincere un campionato e restare disoccupato o, meglio, come dice lui “inoccupato”.
E’successo a Massimo Muzzin che ha portato il Brian in Eccellenza e poi se n’è andato. Sperava di trovare panche più importanti, magari una serie D. Invece è rimasto a piedi e ora gira i rettangoli della regione per aggiornarsi in attesa di una chiamata.
“Ho pagato – confessa Muzzin – un eccesso di presunzione. Pensavo – sorride di se stesso – di avere più mercato dopo l’esperienza a San Vito in serie D e il campionato vinto a Precenicco. In verità ho avuto qualche chiamata, ma non l’ho ritenuta valida, probabilmente sbagliando. Ci fu un contatto anche con il Fontanafredda: Io però però aspettavo un’opportunità in serie D. Peccato – ammette – perché la società di Muranella ora sta facendo veramente bene sia con la prima squadra con un gruppo giovane che con il settore giovanile dove è molto attiva (affiliazione al Milan e collaborazione con le scuole superiori, ndr). Così – alza le spalle – sono rimasto fermo”.
La scorsa estate si era parlato anche della possibilità di un approdo di Muzzin a Tamai dopo il divorzio dei Verardo da De Agostini e il matrimonio con Bisioli.
“Sì – ammette – ci sono stati un paio di contatti visti gli ottimi rapporti con la dirigenza. Il mio nome era nella lista di preselezione, insieme ad altri. In verità però – sorride ancora – non sono arrivato alla finale della “X Factor” del Borgo”.
Nome che è riemerso quando il Tamai stentava a ingranare.
“No – risponde deciso -. Nessuna chiamata. Se l’avessi ricevuta avrei risposto subito: dove firmo? Ma non gufo. Il mio affetto per le furie e la stima che ho per Bisioli mi fanno tifare per i rossi. Sono stato a vederli. Ora sono in risalita. La rosa è buona, il tecnico capace e la società fantastica. Arriveranno presto in posizioni più consone alla tradizione del Borgo”.
E allora? Serate in pantofole davanti alla televisione?
“Diciamo – risponde – in famiglia, anche se alla domenica giro per i rettangoli della regione per tenermi aggiornato. Di solito dove vado va a finire che la squadra che seguo vince. Non vado certo – conclude Muzzin - a fare l’avvoltoio”.


