Renate-Pordenone, favole a confronto
Con la maglia celebrativa per festeggiare il settantesimo compleanno della società il Renate aspetta il Pordenone, squadra della quale tutti parlano e scrivono dopo l’impresa in Tim Cup con l’Inter al Meazza dove è stata eliminata solo ai rigori dopo aver bloccato sullo 0-0 per 120’ la capolista della serie A.
Le pantere martedì scorso hanno tifato neroverde per solidarietà di categoria, ma anche per interesse. “In bocca al lupo ramarri – si leggeva sul sito della società -! Vi auguriamo di compiere una grandissima impresa alla Scala del Calcio contro l'Inter, così domenica vi sentirete appagati per l'appuntamento contro le nostre pantere!”. Ora il team di Roberto Cevoli vuole riservare al Pordenone lo stesso trattamento dei fratelli maggiori.
L’Unione Sportiva Renatese fu infatti fondata nel 1947 da un gruppo di tifosi dell’Inter della quale, ovviamente, adottarono i colori per le divise della neonata. Dopo essere state in vetta sino alla dodicesima giornata a quota 21 assieme al Pordenone (che però aveva 2 gare in più) con 1 punto di vantaggio sul Padova, le pantere hanno subito una flessione culminata con la sconfitta (1-3) dello scorso turno a Fermo.
Si è parlato negli ultimi tempi di favola Pordenone, ma favola sicuramente è quella del Renate, società che rappresenta una cittadina di appena 4 mila abitanti approdata al professionismo solo 7 stagioni orsono. A inizio stagione in corso la conquista del primato aveva portato i media a paragonare (con le dovute proporzioni) il Renate al Leicester di Ranieri. La scalata dalla prima categoria al calcio professionistico della società diretta da 25 anni da Luigi Spreafico e Giancarlo Citterio, ribattezzati «i presidentissimi, ha costretto la squadra ad abbandonare lo storico campo sportivo Mario Riboldi (ora utilizzato dal vivaio) per trasferirsi al Città di Meda distante 36 chilometri da Renate.
L’impianto ubicato sul sito della demolita ditta ICMESA, causa scatenante del disastro di Seveso, ha una capienza di 2500 posti tutti a sedere, suddivisi in tre tribune, parzialmente coperte.


