Pordenone-Santarcangelo, I ramarri visti da Perosa
Altro che regalo di Natale! Sotto l’albero neroverde solo un sacco di carbone (0-1), confezionato al 33’ del secondo tempo da Gianmarco Piccioni, bomber del Santarcangelo con trascorsi in Bulgaria e Romania.
Gol pesante che costringe i ramarri alla seconda sconfitta consecutiva (dopo quella di Meda col Renate) e riduce notevolmente le ambizioni di serie B dell’undici che ha eliminato il Cagliari dalla Tim Cup e bloccato sullo 0-0 l’Inter per 120’.
Partita giocata sulla stessa falsariga di quella a Meda con le pantere nerazzurre. Pordenone che fa possesso senza lampi e senza la velocità necessaria a creare problemi alle linee compatte degli avversari. E come contro il Renate anche contro il Santarcangelo Colucci, nel disperato tentativo di sbloccare il risultato prima e di recuperare il pareggio poi, ha progressivamente aumentato il numero di punte con il risultato di fare arretrare ulteriormente l’avversaria e di intasare così i 16 metri davanti al portiere ospite.
Non ha rubato nulla il Santarcangelo apparso letteralmente trasformato dalla cura Cavasin che ha iniziato con un 4-4-1-1 con Piccioni punta avanzata. Colucci ha presentato in avvio il suo 4-3-2-1 con Berrettoni e Ciurria (preferito a Sainz Maza) alle spalle di Magnaghi in prima linea. Schieramento abbandonato già alla mezzora per passare al 4-2-3-1 con l’inserimento dell’ispanico al posto di Danza.Poi nel finale dentro anche Martignago (per Ciurria) e Raffini (per Parodi).
PERILLI 6 – Guardarsi la partita da lontano nella gelida area del Bottecchia non deve essere stato un grande divertimento per Simone. Poco o nulla ha potuto fare in occasione del gol di Piccioni che ha deciso il match, preso anche lui di sorpresa dal pasticcio di Bassoli.
PARODI 6.5 – Schierato sulla fascia, lui che è un centrale, ha disputato una gara onorevole proponendosi anche con una certa continuità.
RAFFINI SV – Come al solito buttato dentro negli ultimi minuti come carta della disperazione.
STEFANI 6.5 – Più che ultimo baluardo nell’occasione regista arretrato. Ha provato a fare il Bonucci dei tempi migliori.
BASSOLI 5 – Non è semplice giocare contro avversari che ti affrontano in campo aperto. Pesa sulla sua prestazione l’errore che ha regalato a Piccioni il pallone per decidere la sfida.
DE AGOSTINI 6.5 – Ha ritrovato il posto da titolare ed ha fornito la sua consueta spinta sulla corsia mancina. Suo anche il tiro più pericoloso. Dopo una buona ora abbondante ha lasciato il posto all’amico-rivale Nunzella.
NUNZELLA 6 – Entrato in sostituzione di Michele ha provato a dare nuova vita a un ramarro ancora una volta troppo scolastico.
MISURACA 6 - Gianvito rientra e non regala certamente la sua prestazione migliore. Niente spunti come quelli che è solito regalare al popolo naoniano. Soffre anche lui probabilmente la mancanza di spazi nei quali liberare la sua corsa.
BURRAI 6 – Difficile capire se sia lui a non dettare più i giusti tempi e modi della manovra offensiva o se sia la disposizione di compagni a limitare le sue scelte.
DANZA 6 – L’impressione è che ancora una volta Dejan manchi l’occasione che gli viene offerta.
SAINZ MAZA 6 – Come già rilevato l’ispanico sembra aver bisogn dei grandi palcoscenici per dare il meglio di sé. Speriamo che a Bolzano, davanti alle telecamere di raisport ritrovi gli stimoli per essere piacevole e decisivo.
CiURRIA 6 – Comincia spedendo la palla verso l’anello più alto del velodromo. Meglio il rasoterra di inizio ripresa. Complessivamente però il suo apporto è di poco sufficiente.
MARTIGNAGO 6.5 – Vivacizza l’ultima mezzora del match. Vista l’anemia dell’attacco neroverde forse meriterebbe di giocare una partita dall’inizio.
BERRETTONI 6.5 – Non è più o non è ancora l’artista che ha deliziato il popolo neroverde. Resta comunque uno dei migliori.
MAGNAGHI 6 – Marcato dagli avversari e dai compagni che affollano l’area gialloblu può fare poco.
COLUCCI 6 – Di stima per quello che è riuscito a ottenere con il Pordenone al Sardegna Arena e al Meazza. L’andamento della seconda metà del girone di andata nel torneo di C’è però deficitario. Nell’occasione si è sentito anche il sonoro disappunto di qualche tifoso.


