Pordenone Calcio: I numeri della crisi
Delle ultime 7 gare di campionato il Pordenone ne ha vinta una sola con il Vicenza (3-2) tormentato dalla crisi societaria. Una volta ha pareggiato (1-1 a San Benedetto del Tronto). Ben 5 sono state le sconfitte, 2-4 al Bottecchia con la Triestina, 0-1 a Reggio Emilia, 1-2 ancora in casa con il Padova, 0-1 a Meda con il Renate e infine 0-1 con il Santarcangelo davanti a un pubblico che proprio tanto amico non sembra essere più.
Cinque sconfitte in 18 turni sono tante per una squadra partita per vincere il campionato. Tanti anche i pareggi (7). Troppi i gol subiti, 23. Peggio hanno fatto solo lo stesso Santarcangelo (32) e il Gubbio (24). Eppure i ramarri avevano cominciato bene con 3 vittorie consecutive, 4 (e un pareggio) nelle prime cinque giornate che valevano il primato con 3 punti di vantaggio su Bassano e Fermana. Le grandi stavano sotto, ancora alle prese con una preparazione a “rilascio lento”.
Il Pordenone invece è partito subito forte (come è nelle caratteristiche di Colucci) e da metà girone di andata ha cominciato a subire una preoccupante flessione. Era capitato anche alla Reggiana la scorsa stagione: 7 vittorie, 4 pareggi e 2 sole sconfitte nelle prime 13 giornate prima di perdere con il Pordenone (0-2). Successivamente un pareggio (Bassano) e 3 sconfitte (Parma, Ancona e Venezia) decretarono la fine della conduzione di Colucci, sostituito da Leonardo Menichini.
Se escludiamo le situazioni disperate, quando, in svantaggio, Colucci sbatte in campo anche 5 punte per cercare di rimettere a posto le cose, il Pordenone non gioca male. Anzi tiene bene il campo e si muove con buona geometria. Nell’ultima parte di stagione però è venuta a mancare la velocità nel giro palla che può mettere in crisi anche le difese avversarie ben disposte.
E’ poi vero, come non perde occasione di ripetere lo stesso tecnico, che “mancano gli spunti individuali”. Quelle invenzioni alle quali ci avevano abituato la scorsa stagione Cattaneo e il miglior Berrettoni, capaci di inventarsi la giocata “pazza” che cambia la partita. Non solo: manca anche al Pordenone di Colucci un bomber come l’”Arma letale” dello scorso campionato.
Tutte cose sulle quali re Mauro dovrà meditare durante la pausa e la sessione invernale di mercato.
Sperando che un successo venerdì a Bolzano con il Sudtirol regali la serenità per valutare al meglio ogni possibile ipotesi.


