Pordenone calcio - Rossitto: "Maracchi sarebbe ideale per questo Pordenone"
In cima alla lista dei desideri del Pordenone alla riapertura del calciomercato ci sarebbe Federico Maracchi, pupillo di Fabio Rossitto che non ha certo scordato il gol realizzato dal mulo in quel già lontano 12 maggio 2015, al 9’ del secondo tempo dello “spareggio” con l’Albinoleffe.
Il boato dei 2300 tifosi neroverdi presenti al Bottecchia si sentì sino in piazzetta Cavour in pieno centro Pordenone. Il match finì 1-0 e permise ai neroverdi di sorpassare i bergamaschi e avviarsi poi allo sfortunato spareggio con il Monza. Il Pordenone retrocesse (poi Lovisa pagò mezzo milione per il ripescaggio) e Maracchi se ne andò a Trapani, ma rimase nel cuore dei supporters naoniani.
“Certo Federico sarebbe l’ideale per questo Pordenone – non ha dubbi Fabio Rossitto -. E’ un giocatore che sa caricare l’ambiente intorno e i compagni in campo con le parole che con l’esempio. E’ quello che ci vorrebbe per un Pordenone che gioca bene, ma non sembra avere l’animo del combattente, di quello che nelle difficoltà getta il cuore oltre l’ostacolo. Maracchi lo faceva spesso nel mio Pordenone e potrebbe farlo anche nel Pordenone di oggi”.
Quali altri correttivi chiederebbe Rossitto se fosse al posto di Colucci?
“Io non ho mai chiesto niente – ribatte il crociato -, ho sempre cercato di dare il massimo con quello che avevo a disposizione e comunque non mi permetterei di dare suggerimenti a Leo o alla società. Dico solo che se stanno puntando su Maracchi fanno bene. Da tifoso spero invece che rimangano con convinzione i top player. Ho sentito – rivela – che Perilli e Burrai interessano anche a club di categoria superiore. So che Lovisa punta su di loro perché il Pordenone resti competitivo. Mauro è convinto che i suoi ramarri possano ancora agganciare il Padova e soffiargli la promozione diretta. Ma devono essere loro a scegliere di restare a Pordenone. Altrimenti – è quasi un avviso quello dell’ex nazionale – potrebbero giocare ancora qui, ma avere la testa altrove e pensare all’occasione mancata. Parlo per esperienza perché è capitato anche a me”.


