Pavia-Pordenone, 1-0 il finale. Pavesi di misura sul "timido" Pordenone
LEGA PRO, Girone A
29° giornata | 10° di ritorno
Sabato 14 Marzo 2015, Stadio "Pietro Fortunati"
Pavia | Ore 16
PAVIA-PORDENONE 1-0
Marcatori: 77' Malomo
PAVIA (3-4-2-1): Facchin; Cristini (66' Cardin), Malomo, Marino; Ghiringhelli (46' Grbac), Rosso, Carraro, Sereni (46' Cogliati); Soncin, Cesarini; Marchi. A disposizione: Fiory, Angelotti, Biasi, Sabato. All. Riccardo Maspero
PORDENONE (3-5-1-1): Careri, Fissore, Ferrani, Rosania; Placido, Migliorini G. (74' Buratto), Migliorini A.,Fortunato, Bertolucci (80' Bjelanovic); Franchini (63' Gatto); Maccan. A disposizione: Bazzichetto, Ghinassi, Ravasi, Panzeri. All. Fabio Rossitto
Arbitro: Daniele Rasia di Bassano del Grappa (assistenti Dessena e Dal Borgo )
NOTE: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni. Spettatori 1500 circa.
Ammoniti: Ghiringhelli, Marino, Rosania, Migliorini A., Soncin, Gatto, Fortunato
Angoli: 9-2
Recupero: 0' P.T., 3' S.T.
CRONACA:
Al "Fortunati", le due squadre si presentano in campo con la divisa classica per il Pavia ed in completo bianco da trasferta per il Pordenone. Mister Rossitto, privo di Simoncelli squalificato, propone la propria formazione con il consueto 3-5-1-1, molto attento e chiuso, specialmente nella prima frazione. In porta l'esperto Careri (ex Pistoiese e Spal), difesa incentrata sull'ex granata Fissore con Ferrani e Rosania a sostegno; a centrocampo regia affidata alla corsa e geometrie dell'ex tigrotto Andrea Migliorini, supportato dall'ex Mantova Fortunato e il rientrante Migliorini Gianluca. Sulle corsie Placido e Bertolucci. In avanti “leone” Maccan con Franchini a supporto. Mister Maspero invece, piu' spregiudicato, schiera il suo Pavia con un 4-3-2-1.
Sono ben 34 i punti che separano le due squadre in classifica: il Pordenone è il fanalino di coda con 21 lunghezze assieme alla Pro Patria, mentre sono 55 quelle del Pavia, attualmente secondo in classifica. La direzione della gara è affidata al sig. Daniele Rasia della sezione di Bassano del Grappa, coadiuvato dagli assistenti Andrea Dessena di Ozieri e di Marco Dal Borgo Verona; osservatore, il sig. Paolo Pulghè di Novara.
La gara vive un primo tempo condito di poche emozioni; più aggressivo il Pavia rispetto al Pordenone, ma la sostanza dice che c'è stata un'occasione per ambo le parti. La prima per i padroni di casa con Marino che di testa colpisce di poco a lato e la seconda è di marca neroverde, ma “leone” Maccan, solo davanti al portiere, fallisce clamorosamente di sinistro calciando a lato alla sinistra di Facchin ma le immagini confermano una deviazione del portiere pavese.
Seconda frazione sulla scia della prima con il Pavia che controlla il match e il Pordenone che cerca di colpire in contropiede.
Ancora pericoloso il Pordenone ad inizio ripresa con il sinistro di Maccan che calcia alto sopra la traversa. Il Pavia risponde con Cesarini che mette in mezzo un invitante pallone sul quale nessun calciatore del Pavia ci arriva. Ci prova poi Grbac ma Careri para con i pugni deviando in angolo. E proprio da un corner, così com'era successo domenica scorsa contro l'Alessandria, nasce il gol dei pavesi: è il difensore Malomo, che approfitta del nono corner dei locali, a svettare di testa ed insaccare alle spalle dell'incolpevole Careri. Proprio l’incornata del numero 5 pavese si rivelerà fatale per il Pordenone che non riuscirà a pareggiare il match nonostante gli ultimi tentativi prima di Fortunato dalla distanza e poi di Gatto che all'ultimo secondo calcia alto.
Tre punti importanti per il Pavia ottenuti col minimo sforzo che sale così a quota 58 in classifica; ancora fermo a 21 il Pordenone che deve recriminare ancora una volta per gli errori commessi sotto porta e che confermano l'attacco neroverde tra i piu' sterili del girone. Da segnalare il pieno recupero di Bjelanovic che ha giocato l'ultimo quarto d'ora in maniera sufficiente. Tutto sommato buona la prova dei ragazzi di mister Rossitto che, con un pizzico di fortuna in piu' e piu' convinzione nei loro mezzi, potevano portare a casa un punto che sarebbe stato giusto e che avrebbe permesso di muovere classifica e morale.


