Pordenone-Venezia 1-1, ramarri beffati al 94'
Non può che cominciare dalla fine il racconto dell'esordio dei ramarri al Bottecchia nel campionato di Lega Pro. E' il 94', l'ultimo tentativo del Venezia, tiro da fuori, azioni confusa dentro l'area, spunta Magnaghi e insacca dando l'impressione di essere in fuori gioco. Le immagini lo diranno. Ma la beffa resta. E invece della storica vittoria con i lagunari arriva il pareggio che gela il Bottecchia (circa 600/700 persone, pochine per la "prima" in serie C, ci si aspettava qualcosa di più)
Pareggio amaro ma giusto e da non buttar via contro una squadra quotata, maturato in una partita non certo avara di emozioni e occasioni da gol da una parte e dall'altra.
La rete del vantaggio naoniano arriva al 12' del primo tempo (LEGGI QUI TUTTA LA CRONACA DELLA PARTITA) con un'azione orchestrata magistralmente. Capogrosso intercetta un pallone, lancia Simoncelli sulla fascia sinistra, l'esterno scende e crossa per Barbuti che insacca alla sinistra del portiere veneziano.
I neroverdi soffrono l'immediata reazione del Venezia e abbassano pericolosamente il baricentro consentendo agli avversari di collezionare angoli a ripetizione, una traversa e diverse ghiotte occasioni, senza però capitalizzare. I ramarri si rivedono al 41'. Angolo di Maracchi e colpo di testa di Fissore di poco sopra la traversa.
Nella seconda frazione il Venezia continua a macinare gioco e occasioni ma il Pordenone sembra più reattivo. Al 15' e al 19' il neoentrato Raimondi va due volte vicino al pareggio con due tiri da fuori, di cui uno sul palo con Maniero battutto (sugli sviluppi dell'azione il Venezia reclama anche un rigore).
Ma sul finire del tempo i ramarri crescono assieme a Capitan Zubin che tiene su la squadra usando tecnica e fisico. Al 41' gran tiro del subentrato Paladin su sponda di "Zubo" e al 44', su assist di Possenti colpo di testa sopra la traversa di Potenza, anch'esso entrato da poco.
Insomma, sembra proprio fatta. E invece no. La maledetta lavagna del quarto uomo che segna 4' minuti di recupero fa paura. E alla fine l'1-1 arriva nel momento in cui più di qualcuno allo stadio cominciava a esultare. Pazienza. Il Pordenone c'è, questo è l'importante.


