Pordenone Calcio - mister De Agostini: "Rossitto instancabile, Zironelli il migliore"
Non sembrano finire mai i petali della margherita neroverde. Ziro sì, Ziro no; e se “no” chi siederà sulla panca del Pordenone? Zanetti, Sottili, Italiano?
Idee e umori al De Marchi cambiano come il tempo a primavera. Frequentatore assiduo del centro sportivo neroverde è stato Stefano De Agostini, almeno sino a quando non ha trovato posto in panchina al Cjarlins Muzane.
“Ho visto – ammette sorridendo Stefano - tante partite del Pordenone in questa stagione (spesso a fianco di Fabio Rossitto prima che il Crociato fosse chiamato a sostituire Leo Colucci, ndr) e una caterva di allenamenti”.
Non ha difficoltà De Agostini ad ammettere che l’amico Fabio avrebbe meritato di essere confermato per una stagione intera alla guida dei ramarri. Al tempo stesso però, visto che la conferma non c’è stata, appoggia in pieno la candidatura di Mauro Zironelli.
“A me piacciono gli allenatori che lavorano sodo – premette De Agostini – e Fabio sicuramente è uno di questi. Non molla mai. Si vede proprio che gli piace questo sport e che ci mette anima e corpo. Peccato che non abbia mai avuto la possibilità di partire dall’inizio. Ha sempre dovuto salire sul carro in corsa. E’ sempre comunque stato bravo a correggere gli errori degli altri a dare la sua fisionomia alle squadre che ha preso in mano. E poi – conclude il suo giudizio Stefano – Fabio, oltre a essere un buon allenatore, è una grande persona”.
Mauro Lovisa si è speso tanto su Zironelli.
“E’ più che comprensibile – commenta De Agostini -. Io conosco soprattutto il tecnico Zironelli di serie D. Lì era senza ombra di dubbio il migliore in senso assoluto. Vedeva il calcio in maniera totalmente diversa da tutti noi. In C l’ho seguito poco, ma so che non ha cambiato atteggiamento. Anche in terza serie a Mestre ha fatto benissimo, coniugando risultati e bel gioco. Lui ama attaccare e le sue squadre lo fanno benissimo. Se potesse – scherza l’ex tecnico del Tamai – metterebbe una punta anche fra i pali. E poi – aggiunge con ammirazione – sa far gruppo. Entra nella pelle dei suoi giocatori che danno tutto ciò che hanno per lui. Sarebbe interessante – conclude Stefano - vederlo al Pordenone”.


