Intanto questo... Pordenone scopre l'amore per il ramarro
Sabato sera Pordenone si è finalmente e veramente conquistata il calcio dei "pro". Tutta Pordenone: squadra, società, pubblico, impianto e città. Adesso tutti insieme dobbiamo difendere questo meritato e prezioso status nelle gare che mancano alla conclusione della stagione 15-16.
LUCI DELLA RIBALTA - Uno spettacolo fantastico in cui tutto e tutti hanno contribuito a farlo diventare tale: il nuovo impianto, il mega striscione neroverde che ha coperto tutta la gradinata dove erano assiepati i ramarrini delle giovanili, i cori coreografati degli ultras ("salta con noi Fabio Rossitto"), la tribuna piena, il gioco del primo tempo dei ragazzi del Crociato con la doppietta di Denis Maccan ("C'è solo un capitano" - cantavano i piccoli neroverdi), uomo simbolo del Pordenone, il cuore che Ferrani e soci hanno opposto agli assalti altoatesini, la festa a fine gara. Indimenticabile.
LA GIORNATA PERFETTA - Mauro Lovisa tende le braccia per reggere il giornale e gustarsi il paginone che racconta l'impresa (2-0 al Sudtirol) dei ramarri. Poi alza lo sguardo e sorride. "Ieri - gongola - ho visto gente arrivare allo stadio da tutta le regione e anche dal vicino Veneto. E' stata la prima volta da quando sono presidente che la squadra ha giocato con millecinquecento spettatori intorno. Si sentivano, eccome - enfatizza re Mauro - si sentivano! Deve diventare una consuetudine. Li aspetto tutti di nuovo fra due settimane quando affronteremo il Novara". Poi ritorna sul rettangolo. "Abbiamo fatto un grande primo tempo - dice -. Nella ripresa per i primi 15' abbiamo quasi avuto paura. E' comprensibile. Era una gara importate. I ragazzi la "sentivano" già la sera prima. Poi si sono ripresi. Sento clima giusto intorno a noi. Tre vittorie di fila - aggiunge - sono una striscia importante. Ora andiamo - è il suo invito - ad allungarla venerdì a Monza. Possiamo farcela".
GOL DI SQUADRA - Splendido il primo gol di Maccan (botta di sinistro su servizio di Bjelanovic). Il Pordenone di oggi però, figlio di Fabio Rossitto, è tutto nel secondo. Lunga rimessa laterale di Placido. Bjelanovic fa da torre per Maccan che tira. Respinge un difensore altoatesino. Recupera la sfera Migliorini che appoggia a Fortunato. Lunga apertura per Placido ancora sulla fascia destra che spedisce al centro. Tiro in spaccata di Maracchi, respinta miracolosa di Melgrati. Sulla palla irrompe Maccan che raddoppia. Neroverdi tambureggianti, da battaglia. Come li vuole Rossitto.
IL FUOCO DENTRO - "Bravi ragazzi - anche il giorno dopo il Crociato cova la sua soddisfazione -. Hanno giocato da veri uomini, lottato onestamente e dato tutto. Maccan, Bjelanovic, Fissore: per i problemi che hanno avuto, per quanto hanno sofferto e per quello che stanno dando sono un esempio per i più giovani. Ora tutta la squadra è unita. Hanno tutti dentro il fuoco che hanno i bambini che amano il calcio e sognano di fare una finale di Champions". Non manca un nuovo ringraziamento ai supporters. "Sei stanco - conclude Rossitto - , in difficoltà; alzi lo sguardo e vedi loro sugli spalti. Li senti gridare e cantare per te e ti sparisce tutta la fatica che hai addosso".


