Serie D, Lega inquieta fra crisi e spending review
Lega inquieta. Quello che si sta srotolando piuttosto velocemente e concitatamente (visti i turni infrasettimanali e i mercoledì di coppa) è forse il torneo di Lega D più assurdo degli ultimi anni. Davanti il Venezia americano che per forza in banca e in campo (nonstante un paio di mezzi passi falsi ad Abano e a Campodarsego) è predestinato al ritorno immediato fra i professionisti dopo la cancellazione dalla Lega Pro al termine della passata estate. Subito dietro un gruppo di squadre che stazionano in zona playoff con speranze di promozione vicine allo zero assoluto. Poi un gruppone di compagini intente solo a evitare retrocessione, playout e, peggio ancora, fallimento. In altre parole un campionato che ha solo la coda, senza testa. Potrebbe essere una buona metafora della situazione in cui naviga il calcio italiano in genere.
TRISTE TRIESTE - Fra quelle che vogliono evitare la retrocesione c'è anche la Triestina, seguita in trasferta solo da morose e parenti dei giocatori e in casa da un'ottantina di supporters sperduti fra i 30 mila posti del Rocco. La situazione a Trieste ha raggiunto toni da sceneggiata nella tarda serata di giovedì quando Proia e compagni hanno fatto pubblicare una lettera da loro scritta e firmata su City Sport, sito del settimanale che si occupa di sport triestino. Nella missiva denunciano lo stato deficitario in cui vivono e lavorano. "Con questo comunicato - scrivono - intendiamo inviare un messaggio a città, autorità e tifosi, nella speranza che la situazione si risolva per il bene della gloriosa maglia Alabardata tanto amata. Noi - concludono - ribadiamo che non ci tireremo indietro. Nonostante tutto. Nonostante questa proprietà". Non hanno trovato la solidarietà on line dei tifosi rossoalabardati (in guerra con il presidente Pontrelli). Anzi, la maggior parte di essi ha risposto accusandoli di favorire il perpetrarsi della situazione rimanendo al servizio dell'attuale proprietà.
CONSOLAZIONE - A confronto della crisi triestina le spending review di casa nostra (Fontanafredda e Sacilese) sembrano poca cosa. Anche se, dopo anni di ottimi risultati a Sacile (due terzi posti di fila) e due stagioni straordinarie a Fontanafredda (promozione e salvezza), sono nate critiche fra gli impazienti o i nostalgici. Esiste però un'alternativa allo status attuale? Non sembra. Almeno al momento.
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