Pordenone a Padova: ieri contro oggi
E' arrivata. Finalmente. La partita che tantissimi aspettano da una settimana. Molti da tre mesi. Qualcuno da un anno e mezzo. Padova-Pordenone, in programma questo pomeriggio all'Euganeo, non è una partita come tutte le altre. Non può esserlo. Anche se i maggiori protagonisti fanno finta di niente. Ci sono più "eroi" neroverdi della promozione e dello scudetto 2014 nel Padova (Parlato, Niccolini, Bearzotti, Dionisi) che nel Pordenone di oggi (Lovisa e Buratto). C'è la vecchia querelle della conferma subito rinnegata di Parlato. C'è la motivazione del taglio data allora e ripetuta in settimana da re Mauro: concezioni diverse del modo di fare calcio. In mezzo a tutto questo, suo malgrado, c'è Bruno Tedino che la società vorrebbe veder vincere quacosa di importante come Parlato, giocando meglio di Parlato. La seconda parte del compito sembra raggiungibile, visto il gradimento del popolo neroverde per il Pordenone di oggi. Per la prima parte del compito il tecnico di ieri per lui può essere un termine di paragone ingombrante.
Oltre a Marchi e Mandorlini si è fermato anche Strizzolo. Gulin e Talin hanno avuto problemi. Ci siamo allenati a intermittenza"
Dovrebbero quindi scendere in campo gli stessi undici che hanno "rullato" l'ex capolista Virtus Bassano con Tomei fra i pali, Boniotti, Stefani, Pasa e De Agostini in difesa, Buratto, Pederzoli e Berardi a centrocampo, Finocchio e De Cenco (partcolarmente temuto dal clan biancoscudato dopo la tripletta alla Virtus) in prima linea con Cattaneo che potrà alternarsi fra le posizioni di esterno d'attacco o trequartista dietro alle punte.
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