Lovisa: "Timidi e timorosi a Padova; potevamo ribaltare la storia..."
Voleva fare bella figura a Padova Mauro Lovisa. Non solo e non tanto perchè sulla panca dei biancoscudati c'era Carmine Parlato e in campo Niccolini, Dionisi e Bearzotti, tutti ex ramarri. Soprattutto perchè Padova e l'Euganeo sono palcoscenici storici e di grande prestigio. Da lì il Pordenone si è portato via un punto, ma a re Mauro non è per niente piaciuto come se lo è portato via. E non fa nulla per nascondere il suo disappunto.
IMMATURI - Già negli spogliatoi, a fine gara, Lovisa aveva chiaramente espresso la sua contrarietà. Il giorno dopo la sua analisi è più fredda e forse per questo ancora più dolorosa per chi la deve subire. "Siamo immaturi - esordisce il presidente -. Non ancora pronti per un ruolo da protagonisti in Lega Pro. Questo - scuote la testa - è quello che ci ha detto la sfida con il Padova. Avevamo l'occasione di ribaltare la storia, dovevamo essere dei leoni. Invece nel primo tempo siamo stati inguardabili. Timidi e timorosi. Non è questo l'atteggiamento giusto. Troppi elogi - re Mauro trova le ragioni del mezzo flop - fanno male a chi non sa come utilizzarli -. Altro che playoff! Se giochiamo così dobbiamo guardaci alle spalle. La classifica è corta e non vorrei trovarmi a dover ancora soffrire".
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