Serie D, Sacile chiede aiuto a Tamai
S.O.S. Sacile chiede aiuto a Tamai. Per continuare a sperare di restare in Lega D (obiettivo dichiarato in conferenza stampa dal presidente Francesco Baù) la Sacilese deve raggiungere almeno il terz'ultimo posto che consente l'accesso ai playout. Oggi è penultima, a quota 7 con una partita in meno. Terz'ultimo, a quota 11 c'è l'Abano, ospite domani del Tamai. La Sacilese invece sarà di scena a Seren del Grappa (Union Ripa). Il popolo biancorosso invoca l'alleanza liventina.
FATTI NON PAROLE - In questi primi due mesi e mezzo di gestione Francesco Baù ha speso la maggior parte delle sue energie per comprendere la situazione conomica della società, per cercare di dare un minimo di organizzazione alla nuova fase e soprattutto per rispondere ai nostalgici della "vecchia" Sacilese. Ora (senza voler dare lezioni a nessuno) dovrebbe concentrarsi sulla prima squadra. Le statistiche della Lega D per la stagione 15-16 ricorderanno solo il piazzamento finale dei biancorossi: posizione, partite giocate, vinte, pareggiate, perse, gol fatti e subiti. Numeri, niente parole. SITUAZIONE - Che il tempo delle vacche grasse a Sacile fosse finito non era una sorpresa. Le prime avvisaglie della crisi si ebbero già a dicembre del 2014 con le dimissioni di Mauro Zironelli che se ne andò con un profetico: "Qui non c'è futuro". Zirolandia sopravvisse, grazie a Carlo Marchetto. La scorsa estate mollò anche l'assistente (ora secondo di Tedino al Pordenone) mentre a Sacile si apriva la lunga trattativa per la cessione della società ai "croati" di Mazzarella. Chiusa fra perplessità e critiche pure quella, Presotto e Nadal, constatato che a Sacile e nella Destra Tagliamento non c'era nessuno in grado (o interessato) a rilevare la società (inutili anche gli interventi del sindaco Roberto Ceraolo), aprirono al piemontese Francesco Baù.
ARMISTIZIO - La realtà è emersa chiara durante la stessa conferenza stampa. Non c'è stata traccia di polemiche fra le parti in gioco. Anzi, vecchia proprietà, amministrazione comunale (nella persona dell'assessore allo sport Claudio Salvador che ha confermato gli accordi in atto con la società indipendentemente dalla proprietà) e Francesco Baù sono sembrati stretti partner in questa opera di ridimensionamento e sopravvivenza della Sacilese. Non esistono alternative. O, se esistono, non si sono palesate.
PRIORITA' - Baù ha chiesto tempo sino a febbraio per "normalizzare" la situazione societaria. Priorità però va data alla prima squadra. Sempre che l'obiettivo sia la salvezza. Vincere non basta più, bisogna anche sperare nei passi falsi altrui come quello dell'Abano domani a Tamai. Prima però la Sacilese deve aiutarsi da sola e cominciare a vincere. Domani i biancorossi saranno a Seren del Grappa, il 22 ospiteranno il Montebelluna e il 25 recupereranno il match con la Triestina. Poi dal 1 dicembre inizierà il "mercatino" autunnale di riparazione e allora saranno chiare le intenzioni della nuova proprietà non solo per i cinque anni a venire (piano quinquennale di Baù), ma sorattutto per i primi importantissimi cinque mesi del 2016.


