Pordenone, “sfiorato” il ritiro punitivo
L'ultimo posto in classifica, gli zero gol fatti negli ultimi due turni (persi) e la quinta sconfitta su cinque gare in esterna in quel d'Alessandria hanno fatto infuriare la dirigenza del Pordenone. Il presidente Lovisa aveva pensato a caldo al ritiro punitivo, accantonato dopo un confronto con il direttore sportivo Pinzin (come riporta il Messaggero Veneto di Pordenone).
«Ad Alessandria ho visto gente che camminava in campo, non si può perdere così. Ora voglio far capire ai giocatori che cosa significa lavorare». Senza mezzi termini, il numero uno neroverde si era scagliato contro la squadra sabato sera, al temine del match che aveva visto sullo schermo del proprio pc. Ciò che l’aveva mandato su tutte le furie era stato l’atteggiamento della squadra, a suo parere remissivo nei secondi 45’. Da qui la decisione di portare tutto il gruppo in ritiro sino al giorno della gara col Pavia. «Figure del genere non si fanno perché io contemplo la sconfitta, ma non nel modo di sabato, cioè senza dignità. Finora sono stato buono, d’ora in avanti non avrò più pietà. Ci sarà sicuramente un cambio di rotta, non è possibile andare avanti così». Poi, il ravvedimento. Il patron ramarro dovrebbe comunque incontrare a breve la squadra per lanciare il suo messaggio. I neroverdi, infatti, devono cambiare registro: troppi errori difensivi e troppi pochi punti (solamente 5) in questa prima fase di stagione per un team che nel passato campionato veleggiava nelle zone altissime della Serie D, tra l'entusiasmo dei suoi sostenitori che oggi latitano.
Pinzin: "«Ad Alessandria avevamo in campo un’età media di 22,5 anni, contro i 27,8 dei nostri avversari. Che sono una squadra oggettivamente di caratura superiore. E’ vero che abbiamo disputato un pessimo secondo tempo, soprattutto se paragonato con le buone cose dimostrate nel primo. Ma ci può stare, contro rivali del genere. E’ anche vero che ora ci attendono altre partite sulla carta proibitive con Pavia e Como: cercheremo di rubacchiare più punti possibile, le gare “vere” per noi cominceranno subito dopo, contro la Pro Patria in casa, quindi a Mantova e al Bottecchia col Renate. Ora dobbiamo solo pensare a lavorare e a continuare a crescere».


