Tedino: "Bello e furbo il mio Pordenone"
Non c'erano sugli spalti del Bottecchia i 2300 spettatori che spinsero i ramarri al successo contro l'Albinoleffe lo scorso 9 maggio. Domenica erano in poco meno di 800 (ma si sono fatti sentire) in quello che era stata definita alla vigilia la partita della memoria. Ora, dopo l'1-0 firmato da De Cenco su splendido assist di Mandorlini (migliore in campo), possiamo definirla anche la partita della speranza.
OBIETTIVO 1300 - D'accordo, siamo appena all'inizio e, come insegna la serie A, i veri protagonisti devono ancora uscire allo scoperto, fermati da una condizione approssimativa o dai rinvii (vedi Cittadella che deve recuperare il match con la Pro Patria). Trovare però il Pordenone secondo in classifica con 4 punti, in compagnia di Padova, Reggiana, Virtus Bassano, Cremonese e Giana Erminio, alle spalle del Sudtirol, unica compagine a punteggio pieno, non può che far piacere. Se sabato sera i ramarri dovessero tornare con un risultato positivo da Mantova (i virgiliani in coppa vennero a insegnare calcio al Bottecchia, ma ieri hanno perso per 1-2 proprio in casa del Sudtirol, ndr) allora sì che il turno successivo con il Renate i botteghini potrebbero già staccare quei milletrecento tagliandi che rappresentano la media per partita obiettivo della società.
L'URLO DI BRUNO - Dopo quello ben più famoso di Munch, il popolo neroverde ricorderà ora anche l'urlo di Bruno Tedino. Niente a che fare con l'angoscia dell'espressionista nordico di fine 1800. Quello che ha liberato Bruno, braccia al cielo, al triple fischio del signor Candeo, è stata espressione di liberazione e di soddisfazione. La prima vera, di campionato, al Bottecchia non è gara come tutte le altre. Bravo Tedino, con i suoi in vantaggio, ma in inferiorità numerica per l'espulsione di Valente, a mandare al diavolo tutti i propositi di calcio a bollicine e a ordinare una difesa a cinque. Conta vincere. Tanto di guadagnato se poi riesci anche a divertire come i ramarri hanno fatto nella prima frazione a ranghi completi. "Se non lo avessi fatto - sorride il tecnico - qualcuno mi avrebbe dato del "pollo". Prima però - ci tiene a sottolineare - avevamo prodotto buon calcio, creando parecchie occasioni e confezionando la splendida azione che ci ha dato il vantaggio con De Cenco". Si può pensare un po' più in grande? "Pensiamo alla salvezza - è la dilogia di Tedino - senza accontentarci della salvezza".


