Il Bottecchia compie 90 anni
Il 3 ottobre il Bottecchia compirà 90 anni. Li dimostra tutti. Come ripete spesso Mauro Lovisa c'è bisogno di uno stadio nuovo. Problema che verrà affrontato dalla società non appena saprà chi reggerà le sorti del Comune nel prossimo quinquennio. Non bisogna però mancare di rispetto al vecchio Bottecchia.
Progettato come velodromo, fu costruito dall'impresa edile Geom. Ferruccio Santin e venne inaugurato appunto il 3 ottobre del 1926. Eravamo in piena era fascista. Venne denominato "Stadio del Littorio". Il Pordenone sino a quel momento aveva giocato alle Casermette (area adiacente a quella dell'ex complesso della Fiera, successivamente palestra di via Molinari e Palamarmi) vi si trasferì nel 1927.
Stesso anno in cui morì Ottavio Bottecchia, primo ciclista italiano a vincere il Tour de France (1924), impresa ripetuta l'anno successivo, orgoglio di tutta Pordenone sportiva. A lui venne dedicata nel dopoguerra la struttura. Nel '27 il Pordenone (anzi Unione Sportiva Pordenonese) militava in Terza Divisione Giuliano Veneta.
Lo stadio imponente metteva a disagio gli avversari. "La squadra del Pieris (battuta dai neroverdi per 3-1, ndr) - riportò il 12 dicembre del 1928 la Patria del Friuli -, abituata a giocare nei campi di piccole dimensiioni, si trovò a mal partito sul vasto terreno della Pordenonese e difatti stentò molto a trovarsi". Tanti i campioni e i personaggi che in questi 90 anni hanno calcato il prato del Bottecchia.
Per non far torto a nessuno, ne ricordiamo uno solo, Mario Pagotto, unico giocatore ad aver vestito la maglia neroverde e successivamente quella della Nazionale azzurra (Italia-Romania, 14 aprile 1940). Fra i presidenti neroverdi invece ricordiamo Rallo, Sartori, Coran, Burello, Locatelli, Raengo, Brisotto, Pancera, Cirielli, Brisotto, Caon, Biondo, Pighin, Gregoris, Zamparini, Bongiorno, Rigo, Setten. Sino a Zuzzi e ora Lovisa. Di proposito ne abbiamo "dimenticati" alcuni.
Il nuovo avanza, ma il vecchio merita rispetto.


