Petris e Casagrande, le due facce della luna pallonara...
Fabrizio Petris e Alberto Casagrande sono le due facce della luna pallonara, una scura e una chiara. La “Dark side of the moon”, per dirla con i Pink Floyd, è quella del capitano del Tamai. Un infortunio molto grave per lui: frattura scomposta di tibia e perone, annata finita. La vittoria sofferta della sua squadra, che vale triplo, gli è ovviamente dedicata.
Petris ha insegnato in campo quel che c’è da fare. Con la fascia al braccio ha dispensato esempi positivi. La sua caparbietà ce lo farà ritrovare di nuovo ad allenarsi e giocare.
Nella diaspora di Furie rosse per infortunio, si spera basti così, raggiunto l’apice. O, davvero, toccato il fondo.
Il chiaro di luna, di beethoveniana memoria, ha accompagnato l’ultimo quarto d’ora di Liventina – SaroneCaneva.
In cui, invece, è ritornato in campo Alberto Casagrande. Di ruolo fa l’attaccante, adesso soprattutto fa il testimonial del recupero dopo un tumore. Le cure per un menisco fecero capire la vera causa dei dolori alla schiena.
Ha combattuto insieme a Carlo Giust, uscito definitivamente dal terreno della vita poche settimane fa.
Casagrande ha rimesso piede in campo allo Sfriso, dove aveva cominciato da bambino, stavolta con la maglia avversaria. Ripartenza, eccolo il nome giusto non solo nel calcio, perché è quello che prende la vita in contropiede. Il suo rientro in campo fa meglio capire quello per cui vale la pena combattere. Pure per un pallone che rotola, che era diventato la luna nel pozzo.


