Pordenone Calcio: Tedino, "Io, impopolare per il bene del gruppo"
La testa di Tedino e dei suoi ragazzi è già tutta rivolta alla trasferta di Santarcangelo anche se l’eco del roboante 6-0 rifilato lunedì al Bassano rimbalza ancora fra le piazze del girone B. Per quattro giorni almeno i ramarri hanno rubato la scena ai leoni di San Marco e ai crociati di Parma. Nei bar sport pordenonesi, smaltita l’euforia per la goleada vissuta dal vivo e diffusa a livello nazionale da Raisport, tiene banco un altro argomento: l’impatto sul risultato e sulla prestazione di lunedì delle “seconde linee”.
Squalificato Ingegneri, indisponibile Burrai, concesso inizialmente un po’ di riposo a Cattaneo, i “rimpiazzi” Marchi, Bulevardi e Padovan non hanno fatto rimpiangere i titolari cogliendo l’occasione offerta loro da Tedino. Impatto sorprendente per tutti coloro (e sono tanti) che vedevano il nulla dietro i “top 11”.
“Sorprese Bulevardi e Padovan? Se sono venuti a Pordenone – spiega Tedino – è perché li ritenevamo da Pordenone. Certo, come anche Zappa, avevano bisogno di adattarsi ai nostri metodi di lavoro e per lo meno di conoscere la faccia dei compagni. Non avevano alle spalle come gli altri quei 40 giorni di ritiro precampionato durante i quali il gruppo si è compattato. Il nostro è un team sano, pieno di energia positiva, che ha imparato a fare un certo tipo di lavoro, che può anche perdere, ma ci mette sempre il cuore.
Ragazzi consci che solo lavorando forte, con grande intensità e passione, possiamo colmare il gap con le grandi del campionato. Con quelle che ci stanno davanti in classifica e anche – non manca di sottolineare Bruno – con quelle che ci stanno dietro. Chi non gioca con continuità deve mettersi a disposizione aspettando l’occasione giusta. Qualcuno lo fa meglio di altri. Bulevardi e Padovan hanno colto l’occasione che gli è stata offerta. Da qui alla fine avremo ancora bisogno di loro e di altri che si terranno costantemente pronti. Perché c’è chi, per quanto fatto sino a ora, si può chiamare più “titolare” di altri, ma io non guardo in faccia nessuno. Penso solo al bene del gruppo intero a costo – conclude Bruno – di essere anche impopolare”.
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