Pordenone Calcio a -13 dalla vetta. E' ora di pensare ai playoff
Dieci gare ancora da disputare, 13 punti di ritardo dal Venezia, altre tre “grandi” (Parma, Padova e Reggiana) fra i neroverdi (quinti) e la capolista. La sconfitta (1-3) di Santarcangelo, figlia dell’assenza di uomini di personalità e carisma come Berrettoni, Burrai, Misuraca e Ingegneri, ha parlato forte e chiaro:
“Basta illusioni; è ora di cominciare a programmare i playoff”.
Tedino è un realista. Probabilmente ha già cominciato a farlo, anche se sollecitato al riguardo ha risposto:
“Al termine della stagione regolare mancano ancora due mesi. Il nostro obiettivo adesso è cercare di ricompattarci e provare a mettere alle spalle almeno Reggiana e Padova. Sono certo che possiamo farcela. Come sono certo che disputeremo dei grandi playoff”.
Intanto però negli ultimi turni Bruno ha lasciato fuori giocatori importanti. Il turnover operato può avere due origini: logoramento fisico da utilizzo dei top 11 (quasi sempre in campo in tutto il girone di andata) o estrema prudenza dello staff tecnico che per timore di non poter disporre di tutti i top 11 nell’overseason preserva chiunque di loro presenti anche il minimo problema. Auspicabilmente si tratta della seconda.
Tedino, Marchetto e Toffolo non lasciano nulla al caso. La rosa del Pordenone non può competere con quella di Venezia, Parma, Padova e Reggiana. Inzaghi, D’Aversa, Brevi e Menichini possono ogni fine settimana scegliere fra due o più giocatori per ruolo. Una di queste a fine stagione andrà dritta in B per la porta principale.
Le altre avranno a disposizione la finestra dei playoff. Il Pordenone ha dimostrato che quando schiera “la meglio gioventù” gioca alla pari e anche meglio delle grandi.
Arrivare a maggio con la possibilità di schierare i titolari integri e preparati sarebbe un eccellente punto di partenza nel difficile viaggio verso la gloria.
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