Rossitto: "Spogliatoio da preservare". E ai tifosi: "Nulla è perduto, forza Pordenone!"
Il Pordenone di Rossitto 14-15 meglio del Pordenone di Tedino 16-17. Limitatamente alle prime 9 giornate del girone di ritorno.
Allora Maccan e compagni incassarono 11 punti. Stefani e soci solo 10. Eppure il valore della rosa di Tedino è indubbiamente superiore a quello del gruppo del Crociato.
"Storie diverse – blocca Rossitto –. Io avevo una squadra che arrivava da un girone d’andata traumatico originato da errori in fase di costruzione commessi e ammessi dalla società. I miei ragazzi andarono ben oltre quelle che al giro di boa erano le speranze. Tecnica e tattica non sarebbero state sufficienti per raggiungere i playout. Ci vollero cuore, orgoglio e voglia di andare oltre i limiti. Peccato che poi tutto sia stato vanificato nello spareggio con il Monza. Il Pordenone di oggi – continua Rossitto -, costruito per ben altri obiettivi, ha fatto uno straordinario girone di andata. Anche il gruppo di Bruno nelle prime 19 partite è andato oltre le più rosee previsioni contendendo il primato a squadre più attrezzate e società di maggior peso e blasone. Ha rallentato solo quando alcuni fra i protagonisti come Arma, Berrettoni, Cattaneo e Burrai, per infortuni o stanchezza, hanno cominciato a tirare il fiato e saltare qualche partita. L’organico di Bruno non è profondo come quelli di Venezia, Parma, Padova e Reggiana che stanno davanti e a gennaio hanno speso tanto”.
Fabio però guarda al rallentamento del Pordenone di oggi anche da un’altra prospettiva e fa, questa volta sì, paragoni col passato.
“Sarà un caso – premette -, ma le difficoltà sono iniziate quando l’asticella delle aspettative si è alzata troppo. Probabilmente più dietro le scrivanie che nello spogliatoio. Certi interventi, non solo pubblici, fatti alle prime difficoltà, pur dettati da eccessi d’amore e dalla voglia di spronare il gruppo, hanno probabilmente ottenuto effetto contrario. Era successo – ricorda Rossitto – anche ai miei tempi. Prima in D, quando anche noi ci trovammo a lottare con le migliori senza essere partiti con l’obiettivo promozione. Al primo sbandamento (Porto Tolle, ndr) ci venne rovesciato addosso un mare di fango. Poi in Lega Pro dopo il sorpasso sull’Albinoleffe che aveva improvvisamente cancellato timori e scoramenti del girone di andata. Bastò un infortunio (Careri, ndr) per minare le nostre sicurezze. I commenti dalle scrivanie peggiorarono la situazione. Le alchimie dello spogliatoio – conclude il Crociato - non dovrebbero mai essere viziate dall’esterno”.
Rossitto infine si rivolge ai tifosi.
“Nulla è perduto – afferma -. Stringetevi ancora di più intorno a Bruno e ai suo ragazzi e tutti insieme gridiamo: forza Pordenone”.
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