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Giammarioli: “Arezzo ancora favorito, ma a San Benedetto sarà la partita dell’anno”TUTTO mercato WEB
© foto di Lorenzo Marucci
Oggi alle 18:34Serie C
di Luca Bargellini

Giammarioli: “Arezzo ancora favorito, ma a San Benedetto sarà la partita dell’anno”

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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il direttore sportivo Stefano Giammarioli ha commentato i temi più caldi della Serie C: dalla lotta promozione tra Arezzo e Ascoli alla finale di Coppa Italia di categoria tra Latina e Potenza, fino al cammino del Benevento e al giudizio sulla tecnologia a supporto degli arbitri. Direttore, arriviamo da una partita che può essere considerata uno spot per la Serie C 2025-26, Arezzo-Ascoli. L’Arezzo ora ha solo due punti di vantaggio dopo il grande margine delle scorse settimane: con poche giornate davanti è ancora la favorita per la promozione? “È difficile dirlo. Qualche settimana fa era molto più semplice. Due punti possono essere tanti come pochi: la reazione che avrà l’Arezzo alla prossima partita sarà decisiva. Credo che la trasferta di San Benedetto sia la gara più importante dell’anno, quella che può riportare serenità. L’Ascoli invece sta facendo quello che dicevo da tempo: per potenziale e per qualità di gioco, se avesse infilato un filotto si sarebbe avvicinato. Non pensavo arrivasse così vicino, ma sapevo che avrebbe recuperato terreno. È raro vedere una squadra giocare così bene e fare anche così tanti punti in Serie C. Sia Arezzo che Ascoli stanno meritando la Serie B”. Nelle ultime dieci giornate l’Ascoli ha recuperato dieci punti all’Arezzo: nove vittorie e un pareggio contro cinque vittorie, tre pareggi e due sconfitte degli amaranto. Guardando al prossimo turno, è più complicata la trasferta dell’Arezzo a San Benedetto o la gara interna dell’Ascoli con la Vis Pesaro? “Per l’ambiente e per il morale dopo la vittoria ad Arezzo credo che l’Ascoli domenica abbia un vantaggio, anche giocando in casa. San Benedetto è vero che sta trovando difficoltà soprattutto tra le mura amiche, ma la San Benedettese è sempre una squadra complicata da affrontare. Ripeto: per l’Arezzo la prossima partita è la più importante dell’anno, perché deve dimostrare di meritare il primo posto senza ripensamenti. La Serie C spesso regala rimonte incredibili: mi è capitato di vincere un campionato recuperando 11 punti alla Salernitana proprio in questo periodo della stagione”. Domani c’è anche la finale di ritorno di Coppa Italia di Serie C tra Latina e Potenza. Le due squadre stanno vivendo momenti diversi in campionato: il Potenza è in zona playoff, il Latina lotta per evitare i playout. In una gara così può pesare il pensiero del campionato? “La Coppa Italia viene spesso trascurata, ma quando si arriva in fondo le squadre ci tengono molto. È un momento di prestigio per i giocatori, per lo staff e per la società: mettere un trofeo in bacheca è sempre importante. Certo, soprattutto gli allenatori penseranno anche al campionato, ma credo che sarà una partita molto avvincente. Il Potenza ha un vantaggio dall’andata ed è una buona squadra, ma nel calcio basta un gol nelle prime fasi per cambiare tutto”. Nel girone C il Benevento sembra avviato verso la promozione. Nelle ultime due giornate però è arrivato un solo punto, mentre il Catania ne ha fatti quattro e ora è a -9 a quattro giornate dalla fine. Quanto può pesare il prossimo derby a Salerno? “Il Benevento ha una piazza del Sud e una proprietà molto solida per la Serie B. Ho sempre detto che è la più avvantaggiata: città serissima, direttore sportivo molto esperto e un ambiente più sereno rispetto ad altri. Questo secondo me è stato determinante per la vittoria del campionato. Credo che il Benevento abbia ormai il successo in tasca. Andare a Salerno a giocarsi il campionato sarebbe anche motivo di orgoglio: uno stadio bellissimo e una rivalità sentita. Penso che domenica possa arrivare il colpo finale”. Che voto darebbe alla prima stagione con la tecnologia a supporto degli arbitri in Serie C? “Direi un sei meno meno. Siamo agli inizi e ci sono tante soste: nel 95% dei casi le decisioni restano quelle prese in campo. Le partite sono già spezzettate dalle cinque sostituzioni per squadra e con quattro chiamate diventa quasi più una partita di basket che di calcio. Credo che qualcosa vada modificato soprattutto per lo spettacolo, per evitare troppe pause”.