Avellino all'ennesima Potenza
Avellino da antologia quello visto contro il Potenza questa sera. L’Avellino domina in lungo e in largo, sia nel gioco che nelle occasioni, specie se consideriamo che la gara a lunghi tratti si è giocata a una porta sola, ovvero quella ben difesa da Marcone, davvero ispirato questa sera, che ha evitato un passivo ancora peggiore. Allungo sul Bari ed Avellino sempre più secondo nel girone C di Serie C. Segue la cronaca della partita.
Strapotere dell’Avellino nel primo tempo, ma concretizzato poco a livello di punteggio, un po’ per sfortuna, un po’ per uno strepitoso Marcone, che ironia della sorte, agevolerà proprio la rete del vantaggio irpino.
L’Avellino suona subito la sveglia, dopo neanche un minuto: discesa di Tito che viene messo giù dal limite, ma la punizione di Aloi è tutt’altro che irresistibile. Al settimo il protagonista è sempre Tito: l’esterno stavolta allunga per Maniero il cui sinistro di prima viene deviato da Marcone sulla traversa e poi in angolo. L’unica azione degna di nota del Potenza sta in un rimpallo vinto da Di Livio, che assiste l’ex Bruzzo, il cui sinistro è forte, ma indirizzato male.
Al 20′ ci prova anche Sonny D’Angelo con una acrobazia su pennellata invitante di Aloi, ma ancora Marcone dice di no, deviando in angolo la conclusione comunque abbastanza centrale. Sei minuti dopo è Adamo che si divora il gol del vantaggio dopo un contropiede, disinnescato, neanche a dirlo, dal solito Marcone.
Proprio lui che aveva salvato in almeno tre circostanze, stavolta commette un errore da matita rossa. Dalla destra arriva un cross di Ciancio respinto da Marcone con i pugni; la sua uscita però non sortisce gli effetti sperati visto che la palla termina sull’educatissimo mancino di Tito che, in posizione centrale e al limite dell’area, non si fa pregare e con una rasoiata batte l’estremo difensore degli ospiti. Poi un paio di circostanze per l’Avellino che avrebbero potuto chiudere virtualmente la gara, ma Bernardotto prima e Maniero poi non sono precisi.
Killer instinct dell’Avellino e raddoppio dopo appena un minuto dall’inizio della ripresa: Silvestri viene affossato da Coccia, anche ingenuamente, ed è calcio di rigore. Maniero si incarica della battuta e spiazza Marcone, con un rigore che rasenta la perfezione: forte, preciso all’angolo alto; uno di quei rigori che non si prende mai.
Maniero è on fire e ci riprova dal limite: finta la conclusione, si porta la palla sul sinistro e costringe Marcone a togliere la palla dal sette e a farla sbattere sul palo: Marcone superlativo ancora una volta; sul controcross di Ciancio, D’Angelo anticipa il meglio piazzato Bernardotto e mette fuori.
Altro calcio di rigore per l’Avellino: Maniero sfonda sulla destra, portando palla sul fondo e facendosi atterrare da Gigli; Maranese non ha dubbi ed assegna il secondo penalty. Sul dischetto va Sonny D’Angelo, che ancora una volta, spiazza Marcone dagli undici metri.
Al 76′ il Potenza riesce ad accorciare: Salvemini serve in mezzo Volpe, che con una zampata riesce a battere Forte. Gol incassato che rovina un pò l’ottima prestazione dei Lupi, in particolare dal punto di vista difensivo.


