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Adesso è veramente tempo di riformare i campionati, Gravina e la Figc non hanno più sceltaTUTTOmercatoWEB
venerdì 25 marzo 2022, 20:38Primo Piano
di Redazione 1 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com

Adesso è veramente tempo di riformare i campionati, Gravina e la Figc non hanno più scelta

L'unico modo per provare a salvare la faccia per la Figc e Gabriele Gravina adesso è quella tra le altre cose di resettare tutti e ripartire con il cavallo di battaglia del presidente federale e cioè la riforma dei campionati.Nel prossimo consiglio federale che si terrà a fine Aprile Gravina dovrà tirare fuori dal cassetto la sua riforma che sta prendendo polvere e questa volta forse ci siamo.L'Italia per la seconda volta consecutiva non si presenterà a giocare un Mondiale di calcio e qualcosa nel sistema va cambiato. Serie di élite e meno professionismo: sono questi i due pilastri attorno ai quali si struttura la riforma di ipotesi dei campionati avanzata da Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Il piano prevede un ridimensionamento del calcio professionistico, che passerebbe da 100 a 60 club, rafforzando la tenuta economica del sistema. La Lega Pro cesserebbe di esistere e verrebbe scissa in due campionati: Serie C Elite e Serie C. Il professionismo coprirebbe quindi Serie A, Serie B e Serie C Elite, tre campionati composti da 20 squadre ciascuno.

Le restanti 40 squadre di Lega Pro andrebbero a formare la nuova Serie C, composta da due gironi da 20 club e appartenente alla nuova categoria del semiprofessionismo. Nella medesima area confluirebbe anche la neonata Serie D Elite, un campionato da 54 società suddivise in tre gironi. La Serie D rimarrebbe invece nella futura categoria dilettanti nazionali che includerebbe 144 club ripartiti in 8 gironi con 18 partecipanti.

Sul tema delle promozioni non sembrano contemplati playoff e playout per la promozione e la retrocessione dalla Serie A. Tuttavia, emergono subito i primi problemi: la formula piace, ma non trova posto nei calendari intasati dagli impegni nazionali e internazionali. La sua adozione richiederebbe un taglio dei partecipanti al massimo campionato italiano, a 18 o addirittura a 16, non prevista nella bozza e che non incontra il favore di molti club.

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