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Il calcio va riformato, ecco il pensiero di Davide Avati
martedì 29 marzo 2022, 19:18Primo Piano
di Redazione 1 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com

Il calcio va riformato, ecco il pensiero di Davide Avati

Dopo l'ennesima brutta figura del nostro calcio che per la seconda volta consecutiva non porterà la sua Nazionale di calcio alla fase finale di un Mondiale tanti addetti ai lavori hanno detto la loro su come riformare uno sport che a livello italico sta toccando livelli bassissimi sotto tutti i punti di vista.

Vi proponiamo un interessante spunto di riflessione griffato Davide Avati rampante ds partenopeo che in merito ha le idee chiare.

Ecco l'Avati pensiero.

Vincere gli Europei (con merito ma anche per molti errori degli avversari), ha fatto pensare a chi non sa, ad una rinascita calcistica, ad un cambio generazionale. In realtà non c'è stato e difficilmente ci sarà senza riforme vere, radicali, urgenti.

Occorre svecchiare i vertici, serve gente al passo coi tempi che abbia una mentalità innovativa ed un format tutto nuovo per accertarsi che regole e regolamenti vengano applicati.

La serie A è il risultato di un lavoro che non c'è stato:

La capolista del nostro massimo campionato resiste lì in cima, a fatica, con i gol di Giroud 1986 (36) e Ibrahimovic 1981(41)...e sono anche i più pagati.

-Dov'è la progettualità?

-Perché ci sono 9 gironi di Dilettantismo?

Perché c'è una legge che obbliga i giovani a giocare?

Da dove dovrebbe provenire questa "prontezza" a scendere in campo dei 2002, '03, '04, ''05 ecc. se non esistono strutture formative?

-A che servono 60 squadre di Lega pro?

Perché tante di esse sono iscritte al professionismo ma non hanno i soldi per pagare i calciatori fino a fine stagione?

Come possono provvedere alla formazione di giovani calciatori con questi requisiti?

Non sarebbe meglio un unico girone con "le migliori" squadre, in grado di garantire danari, formazione e progettualità?

Un ragazzo in Italia a 19 anni "va mandato a farsi le ossa altrove", in Europa a 16 anni debuttano, fanno i titolari e fanno la differenza.

-Dov'è lo scouting?

Quanto vengono pagati questi professionisti?

Possono fare calcio "per mestiere" con ciò che percepiscono?

Continuando così saranno sempre professionisti o mestieranti di altro settore a dedicarsi al calcio nel tempo libero (un hobby o quasi).

-I "direttori" sono in grado di dire "No" ad un procuratore potente a vantaggio di un "Business Plan" aziendale?

-Quanta gente deve ancora entrare nel calcio per divertirsi?

Gli stadi sono sempre più vuoti e le famiglie non possono, né hanno voglia di entrarci, poiché gli spettacoli che avete costruito sono sempre più scadenti (sotto tutti i punti di vista)

Non basta strapagare figurine panini come Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo per definire la serie A un torneo di Campioni:

D'altronde "La corazzata Potëmkin" diventerebbe "Titanic" se la facesse Di Caprio?

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