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I tre italiani rapiti in Mali sono originari di Potenza
venerdì 20 maggio 2022, 21:39Primo Piano
di Redazione 1 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte ilsole24ore.com

I tre italiani rapiti in Mali sono originari di Potenza

Tre italiani e un cittadino del Togo sono stati sequestrati in Mali da «uomini armati». Lo riferiscono fonti locali citati dalla France Presse

Tre italiani e un cittadino del Togo sono stati sequestrati in Mali da «uomini armati». Il gruppo potrebbe appartenere ai Testimoni di Geova, secondo quanto riferisce il sito Africa express citando un funzionario locale. Gli italiani sono una coppia con il loro figlio, originari di Potenza. Si tratta - secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano - di Rocco Langone, della moglie Donatella e del figlio Giovanni. La Farnesina «rende noto che l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sta compiendo le dovute verifiche e accertamenti». «Il Ministro Di Maio sta seguendo in prima persona l’evolversi della vicenda», aggiunge la Farnesina in una nota.

«Non ci sono nostri missionari inviati in quel Paese. In Italia i testimoni di Geova sono 250mila quindi è possibile che qualcuno a titolo personale sia andato in Mali per aiutare le comunità locali. Ma noi non ne siamo a conoscenza, non abbiamo informazioni a riguardo». È quanto riferiscono all’Adnkronos dalla sede centrale italiana della Congregazione dei testimoni di Geova

Il sequestro è avvenuto giovedì sera nel sud-est del Mali, secondo quanto riferito alla Afp da un responsabile locale e da una fonte della sicurezza maliana. «Ieri sera uomini armati a bordo di un veicolo hanno rapito tre italiani e un togolese nella località di Sincina» nel sud-est del Paese, ha precisato la fonte locale, facendo irruzione nella loro abitazione.

Il sequestro è avvenuto in una regione ad alta concentrazioni di jihadisti.Dal 2012 il Mali è teatro di attacchi compiuti da gruppi legati ad Al-Qaeda e all’Isis, oltre che di violenze di ogni tipo perpetrate da milizie e banditi che si proclamano formazioni di autodifesa. Questa violenza, iniziata nel nord nel 2012, si è estesa al centro, poi al vicino Burkina Faso e al Niger causando migliaia di morti tra civili e militari e centinaia di migliaia di sfollati, nonostante il dispiegamento di forze Onu, francesi e africane.

Un giornalista freelance francese di 47 anni che vive e lavora in Mali dal 2015, Olivier Dubois, è stato rapito nel Paese più di un anno fa. Era stato lui stesso ad annunciare il proprio sequestro in un video trasmesso sui social network il 5 maggio 2021: aveva spiegato di essere stato rapito l’8 aprile a Gao (nord) dal Gruppo di supporto per l’Islam e i musulmani (Gsim o Jnim), la principale alleanza jihadista del Sahel, legata ad Al-Qaeda e guidata dal leader tuareg maliano Iyad Ag Ghaly. Il 13 marzo scorso era circolato sui social un video che mostra un uomo che sembra essere il giornalista francese e che si rivolge ai suoi parenti e al governo di Parigi