Crotone, lo sfogo del presidente Vrenna: "Noi siamo le vittime perchè a Catanzaro potevano ucciderci"
Anche in Catanzaro-Crotone si sono verificati episodi controversi e scontri, che hanno portato a sonore squalifiche e diffide (qui per leggere il comunicato del Giudice Sportivo).
Attraverso i canali ufficiali del club, è intervenuto il presidente rossoblù Gianni Vrenna: "Il derby ormai è alle spalle: ciò che si fa più fatica a mettersi alle spalle sono alcuni atteggiamenti, anche delle ultime ore, visto il trattamento che è stato riservato alla nostra dirigenza e ai tifosi del Crotone. Se una partita deve trasformarsi in tutto quello a cui abbiamo assistito vuol dire che siamo ben lontani da concepire lo sport come lealtà e divertimento. Il Crotone, prima dei calciatori in campo, è soprattutto la sua gente, i suoi tifosi, ed è giusto che tutti, e dico tutti, condannino gli agguati – perché di questo si tratta – che sono stati organizzati in maniera premeditata. Abbiamo stigmatizzato i comportamenti di alcuni nostri pseudo tifosi, ma nulla può essere messo a paragone di chi attenta alla vita delle persone. Perché bisogna dirla tutta: le parole, gli sfottò, anche se fossero sopra le righe, possono in alcuni casi essere evitati ma questa è un’altra storia: sassi di quella portata possono uccidere, mandare fuoristrada, e mi sembra che non tutti abbiano colto – o non abbiano voluto cogliere – la pericolosità di quanti avvenuto. Bisogna riflettere e intervenire".


