Potenza-Cavese 4-2, Tisci: «Abbiamo dimostrato di essere una squadra di categoria»
Il Potenza supera la Cavese 4-2 al Viviani e conquista una vittoria al termine di una gara tutt'altro che semplice. I rossoblu hanno dovuto fare i conti con una partita bloccata, con gli ospiti capaci di abbassare il baricentro e chiudere gli spazi, ma hanno avuto il merito di reagire dopo il momentaneo 2-2 e di trovare nel finale le reti decisive.
Al termine della gara, l'allenatore del Potenza Ivan Tisci ha analizzato ai microfoni della sala stampa una partita che, a suo giudizio, rappresenta un ulteriore passaggio nella crescita della squadra.
Tisci: «Una partita difficile, ma l'esame è superato»
«Sapevamo che sarebbe stata una partita ostica e scomoda – ha spiegato Tisci – perché la Cavese ogni volta che viene al Viviani inventa qualche partita. Anche l'anno scorso avevamo avuto un esempio simile, con il passaggio dal 2-0 al 2-2. È una partita molto di categoria».
Il tecnico rossoblù ha quindi sottolineato il valore della prestazione, soprattutto se rapportata alla precedente trasferta di Bari.
«Magari non siamo stati al massimo rispetto a quello che abbiamo visto quattro giorni fa a Bari, però l'esame è superato pienamente. Oggi abbiamo dimostrato sul campo di avere anche una squadra di categoria».
Per Tisci, uno degli aspetti più importanti è stato saper affrontare una Cavese organizzata per togliere spazi e rallentare il gioco del Potenza.
«Quando gli avversari preparano la partita in una certa maniera devi essere bravo ad avere la giusta pazienza e la lucidità di non avere fretta. Loro avevano pensato di togliere tutti gli spazi interni, abbassandosi molto. Noi non dovevamo avere fretta».
«Sul 2-0 ho chiesto più pazienza»
Nonostante il vantaggio, Tisci non aveva nascosto negli spogliatoi una certa insoddisfazione per alcuni aspetti della gestione della gara.
«Ero arrabbiato nello spogliatoio. Chiaramente ero felice per il 2-0, tanta roba, ma dobbiamo essere più bravi e avere più pazienza. A quel punto loro avrebbero dovuto venire a fare qualcosa nella nostra metà campo».
Un concetto che il tecnico considera fondamentale nel processo di crescita del gruppo: imparare a leggere i diversi momenti della partita.
«Dobbiamo capire i momenti di certe partite senza forzare, rispettando gli avversari. Le partite si possono portare avanti fino al novantesimo. Magari puoi non vincere, ma non devi perdere e il gol puoi trovarlo alla lunga».
La reazione dopo il 2-2: «Questa è la cosa che mi piace»
Uno degli aspetti maggiormente apprezzati da Tisci è stata la reazione della squadra dopo il pareggio della Cavese.
«Credo che la squadra abbia dimostrato di avere grande carattere. La reazione che mi piace, la voglia di andare sempre in avanti. Abbiamo giocatori di qualità che possono incidere e dimostrarlo con i gol».
Il tecnico ha però invitato i suoi a migliorare nella gestione delle situazioni di difficoltà.
«Dobbiamo crescere nel capire i momenti della partita, senza forzare».
Il cambio di Adjapong e il gol su calcio piazzato
Tra gli episodi decisivi della gara c'è anche la punizione che ha portato alla rete del nuovo vantaggio rossoblu. Tisci ha spiegato perché abbia atteso prima di effettuare il cambio.
«Soprattutto sugli angoli contro, quando stai subendo, eviti di fare il cambio perché rischi di scombussolare in poco tempo le marcature. Noi marchiamo a uomo e non è semplice». La scelta, questa volta, ha pagato. «Avevamo lavorato sulle palle inattive. Adja (Adjapong, NdR) aveva provato, così come Bruschi, D'Auria e Dos Santos, che sono giocatori che hanno qualità nel calcio da fermo. Avevamo preparato una certa situazione ed è venuta alla perfezione».
Tisci ha poi rivolto un pensiero al giocatore coinvolto nell'azione: «È stato bravo Augusto (Bando, NdR), Adja ha messo una gran palla. Si è rifatto magari del dispiacere che aveva sul gol. Gli ho detto di non abbassare mai la testa: nel calcio qualcosa torna sempre».
Primo tempo meno fluido: stanchezza e atteggiamento della Cavese
Il tecnico rossoblù ha individuato anche alcune ragioni alla base di un primo tempo meno brillante rispetto ad altre uscite.
«Quando una squadra decide di non fare pressione e di aspettare, chiudendo tutti gli spazi in maniera molto ordinata, fa meno fatica rispetto a quella che deve muovere palla e trovare gli spazi».
A questo si è aggiunta la componente fisica.
«Eravamo alla terza partita. C'era qualcuno che sapevo essere un po' a corto di energie e sapevo che con i cinque cambi avrei potuto modificare ulteriormente la squadra». La soluzione, secondo Tisci, deve essere soprattutto tecnica: «Quando c'è stanchezza devi essere più bravo a muovere la palla. Dicono scherzando che l'unico attrezzo che non si stanca è la palla: bisogna far correre la palla invece di correre noi con la palla».
Il 2-2 e le trattenute: Tisci non attacca l'arbitro
Il tecnico del Potenza ha poi commentato l'episodio che ha preceduto il 2-2 della Cavese, mantenendo una posizione prudente sull'operato arbitrale.
«Per me l'arbitro ha fatto una buona gara, è stato presente e l'ha tenuta in mano. Gli errori che abbiamo fatto noi in campo possono averli fatti anche loro». Tisci ha però riferito quanto osservato dal proprio staff: «A rivederla, il mio staff era convinto che ci fossero delle trattenute. Le trattenute di solito vanno sanzionate. Da lì nasce una ripartenza e prendi anche un gol». La valutazione, però, resta affidata agli ufficiali di gara: «Mi hanno detto che non erano trattenute da sanzionare. Le prendiamo per buone».
«Sul 2-2 più demeriti nostri che meriti loro»
Analizzando il pareggio della Cavese, Tisci ha evidenziato anche gli errori commessi dal Potenza.
«Il 2-2 è maturato più per i nostri demeriti che per i meriti della Cavese. Se il giocatore non è leggero sulla palla, l'azione finisce perché siamo noi a costruire».
Il tecnico ha insistito sulla necessità di maggiore attenzione: «Non ho visto nessuno andare a prendersela. Sono situazioni sulle quali dobbiamo migliorare».
Quattro gol e un attacco che continua a segnare
La vittoria contro la Cavese conferma anche la produttività offensiva del Potenza. Tisci, tuttavia, preferisce concentrarsi sul lavoro da completare.
«Sono contento della vittoria e del modo in cui è arrivata. Abbiamo fatto gol con gli attaccanti e con un centrocampista. Oggi abbiamo 13 punti: di cose positive ce ne sono». Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle reti subite. «Non mi piace il fatto di aver subito qualche gol di troppo. Il modo in cui interpretiamo le partite e il modo in cui giochiamo ci porta anche a rischiare qualcosa».
Murano e Selleri, concorrenza che alza il livello
Uno dei temi della conferenza è stato anche il dualismo nel reparto offensivo tra Murano e Selleri. Tisci non considera la concorrenza un problema, ma una risorsa: «Sono felice di avere due attaccanti così forti e spero di avere ancora questo problema. Se tutti capiscono che la competizione alza il livello della squadra, possiamo giocare tutti». Il tecnico ha poi sottolineato la prestazione di Selleri: «Sono molto contento di come ha interpretato la partita. Ha fatto un gol da attaccante vero, si è sacrificato nella fase di non possesso, ha corso e ha lavorato».
E anche il minutaggio, secondo Tisci, dimostra come le scelte siano funzionali alla gestione dell'intera stagione: «Se volete, vi mando il minutaggio e vedrete che quello di Selleri e Murano è molto simile, al di là di chi è partito prima e chi dopo».
Il centrocampo e la gestione delle energie
Tisci ha spiegato anche le scelte operate in mezzo al campo, con particolare riferimento a De Marco e alle rotazioni. «Avevo riproposto lui e Augusto dal primo minuto dopo la staffetta di 45 minuti di Bari. Li avevo visti recuperati e avevamo anche un giorno in più per recuperare».
Il centrocampo, per il tecnico rossoblù, resta una zona determinante: «La zona nevralgica del campo è il centrocampo. Ho giocatori bravi e volevo cercare di coprire la partita al meglio possibile in mezzo al campo, perché sapevo che poteva essere lì il fattore determinante».
La crescita di Selleri: «La competizione con Murano lo aiuta»
In chiusura, Tisci ha parlato della crescita di Selleri durante le prime settimane della stagione. «Dal primo giorno di ritiro l'atteggiamento è quello giusto. C'è voglia di migliorarsi. Vengono a chiedere a me, al mio secondo e ai miei collaboratori di migliorare alcuni aspetti durante la settimana». Per Tisci, anche la concorrenza interna ha un ruolo importante: «Lui ha davanti un giocatore importante, il nostro capitano, e sapere di dover spingere lo aiuta. Quando ha l'opportunità deve farlo con serenità, senza ansia. Sa che sotto c'è uno che non vede l'ora di giocare, come è successo oggi».
Il messaggio finale riguarda però l'intero gruppo: «Tutti devono continuare a vivere lo spogliatoio come stanno facendo. Con questo gruppo e queste risorse possiamo continuare e sperare di fare un campionato dove possiamo far divertire la gente».
Potenza, 13 punti e una squadra ancora in crescita
Il 4-2 alla Cavese consegna dunque al Potenza tre punti importanti e conferma una squadra capace di reagire alle difficoltà. Tisci non nasconde la soddisfazione per il risultato, ma mantiene alta l'attenzione sui margini di miglioramento: maggiore fluidità nella costruzione, gestione dei momenti della partita, attenzione difensiva e capacità di leggere le diverse situazioni restano gli aspetti sui quali lavorare. Il dato più significativo, però, è la capacità di reagire al 2-2 e trovare nel finale le energie e le soluzioni per ribaltare nuovamente l'inerzia della gara. Il Potenza sale così a 13 punti dopo sei giornate, con Tisci che guarda già alla prossima sfida senza perdere di vista il percorso di crescita della squadra.


