Mario La Cava:"Ecco la verità sul mio passaggio alla Lupa Castelli Romani"
Svegliarsi e capire che la giornata non comincia nel migliore dei modi. Questa probabilmente la sensazione che avrà avuto l'attaccante trentatrenne Mario La Cava dopo aver appreso del comunicato stampa emesso dall'Arzanese , in cui il patron Umberto Serrao ha stigmatizzato il presunto comportamento del centravanti e dei suoi procuratori in merito all'accordo raggiunto con lo stesso e poi sfumato.Ecco il racconto di Mario La Cava in merito a tutto questo caos che si è scatenato intorno a lui.
Mario La Cava è un saltimbanco, questa sostanzialmente l'accusa che le viene rivolta dall'Arzanese. Cosa risponde?
"Francamente di norma avrei risposto che non mi va di replicare, non sono il tipo e non l'ho mai fatto in tutta la mia carriera. Questo nel bene e nel male. Ho letto, però, il comunicato della società partenopea e sono dispiaciuto perchè si è tirato in ballo una persona che non c'entra nulla ed è stato emesso su di me un giudizio senza che nessun membro della società mi abbia mai conosciuto. Si è parlato di entourage ma io non ho procuratori, Gianni Delle Vedove non ha alcuna colpa in merito alla vicenda. Se ho accettato il vostro invito a replicare è soprattutto per chiarire la sua posizione. Il signor Delle Vedove mi ha fatto un piacere da amico a seguire la trattativa con l'Arzanese, una cortesia che gli ho chiesto io espressamente proprio perchè conoscono la sua professionalità e la sua serietà".
Quindi di chi è che la colpa in questa vicenda, se ce ne sono..?
"Sicuramente io ho sbagliato con qualcuno. Ho già ammesso di avere in piedi trattative con Arzanese e Potenza e questi due club conoscono i fatti. La mia colpa principale è non essere riuscito a parlare con tutti, una colpa di cui mi assumo la piena responsabilità perchè figlia di una consapevole negligenza. Purtroppo la giornata di martedì è stata convulsa, ho perso per un disguido l'aereo che avevo alle cinque per Olbia, aereo su cui invece è partita mia moglie che è incinta di sei mesi. Sono riuscito ad arrivare in Sardegna nel primo pomeriggio con un altro volo, poi di corsa a firmare la lista di svincolo, poi all'appartemento a fare i bagagli, traghetto in direzione Civitavecchia ed ancora prima a prendere mia figlia dai miei genitori che mi attendenvano a Valmontone e poi in auto per tornare a Terni dove ho casa. In questo trambusto sono stato praticamente irraggiungibile per chiunque, tagliato fuori per via del cellulare e non sono riuscito a parlare con tutti quelli con cui avrei dovuto parlare. Detto ciò, e voglio che sia chiaro che quanto riferito non l'ho detto per giustificarmi, la Lupa Castelli Romani è arrivata soltanto mercoledì grazie alla mediazione di alcuni calciatori che mi conoscevano. Ribadisco che la mia colpa è quella di non aver potuto parlare prima con tutte le parti interessate. Dopo, invece, ho chiesto di incontrare la famiglia Serrao di persona, visto che fino a quel momento ci eravamo sentiti telefonicamente, per spiegare loro i motivi della mia decisione e ciò non è avvenuto. Mi è stato detto che i Serrao non avevano tempo da perdere con me, evidentemente il tempo per fare delle dichiarazioni però è stato trovato. Forse era più facile fare un comunicato che parlare col sottoscritto".
Insomma non è stato compreso?
"Diciamo che qualcuno ha capito la situazione e qualcuno no. In particolare voglio ringraziare mister Giacomarro del Potenza, tutto il resto lo sanno Arzanese e lo stesso club lucano".
Allora quali sono le ragioni che l'hanno spinta a scegliere la Lupa Castelli Romani?
"Al di là del progetto tecnico, la mia è stata una scelta strettamente personale. Se avessi dovuto basarmi esclusivamente sulla proposta economica ora non sarei qui (alla Lupa ndr). Ho una moglie incinta di sei mesi, una gravidanza è sempre qualcosa di delicato e su tuttto ha prevalso la volontà di stare vicino alla mia famiglia e veder nascere mio figlio. La Lupa mi da la possibilità di stare ad ottanta chilometri da casa e per me è stato determinante".


