Il Potenza "alza la voce" sui fatti di Roccella Jonica.
Sa di beffa quanto toccato ai nostri tesserati della Juniores per effetto dei provvedimenti sanzionati nel comunicato n.44 del Giudice Sportivo, con il quale si infliggono pesanti squalifiche a carico dei nostri giovani calciatori e del mister Stenta. A nulla servirebbe il pur legittimo ricorso alla Corte d’Appello Federale in quanto il referto del sig. Francesco Palmieri della sezione AIA di Crotone non avrebbe possibilità alcuna di contraddittorio. Ed è proprio
questo a destare amarezza da parte della Società Rossoblu Potenza a cui resta la delusione di vedere calpestati non solo i principi che dovrebbero ispirare il fair play in campo (mancati a Roccella Jonica) ma di trovarsi una situazione disciplinare che, stante alle sanzioni inflitte, stravolge e capovolge la realtà fotografando una situazione assolutamente non corrispondente ai fatti.
Ferma restante la posizione della società potentina di decisa condanna nei riguardi di chiunque (e da qualunque parte) si renda responsabile di far degenerare una gara sportiva, si rimprovera la pochezza del comportamento di quei giudici di gara spesso non all’altezza delle situazioni e che sono, molte volte, con il loro comportamento, causa di degenerazione delle situazioni che accadono in campo.
Bisogna che venga rispettato il sacrificio delle società e dei propri tesserati che, relativamente al campionato della Juniores, profondono dedizione ed investono risorse economiche non indifferenti.
I responsabili AIA dovrebbero monitorare con maggiore rigore i propri associati assegnati a dirigere le gare e da parte degli organi Federali dovrebbero essere garantiti maggiori controlli sulle situazioni di sicurezza nei campi nei quali si disputano partite di campionati nazionali. L’assicurazione di un servizio autoambulanza, la presenza di forze dell’ordine, la sicurezza della chiusura degli spalti per evitare ai sostenitori (soprattutto in contesti nei quali l’equilibrio ed il buon senso non la fanno da padrone)i servizi d’ordine di accoglienza e sicurezza in generale
non possono essere solo un optional ma devono rendersi obbligatori per tutte le società ed in
ogni contesto, dal Trentino alla ..Locride.
Agli atti di questa società ci sono sette referti del Pronto Soccorso. I nostri giovani tesserati, portano visibili i segni dello scontro fisico (dicono “maschio” !?), oggi anche l’etichetta di “sanzionati” dalla giustizia sportiva. Questa società non ha mancato di esaminare fatti e comportamenti e di richiamare alle responsabilità i propri tesserati che devono ricordare i principi di lealtà e correttezza. Ne approfitterà ancor di più nella forzata sosta di alcuni di loro.
Quelli del Roccella, che sono orgogliosi del CODICE ETICO, siamo sicuri che faranno lo stesso. Almeno lo speriamo. Nelle sedi di competenza ci auguriamo che si rifletta alla stessa maniera. Ne guadagnerà il CALCIO, quello pulito, quello fatto di valori, quello interessato alla crescita e alla formazione, rivolto ai giovani atleti per farne uomini e calciatori.


